Stefano Cucchi, condannati i medici, assolti gli agenti. Urla in aula: Assassini

Pubblicato il 5 Giugno 2013 17:41 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 18:00
Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

ROMA – Condannati i medici, assolti gli infermieri e gli agenti. E in Aula scoppia la contestazione con i familiari che urlano: “assassini”. E’ la sentenza di primo grado per il processo sulla morte di Stefano Cucchi.

Dopo 7 ore di Camera di Consiglio i giudici hanno deciso per la colpa solo dei medici, e in misura molto inferiore alla richiesta dell’accusa: due anni contro i sei richiesti dai pm. A quel punto scoppia la rabbia e la disperazione di parenti e amici di Cucchi: “Assassini, questa non è giustizia!”. 

Cinque medici su sei sono stati condannati per omicidio colposo. Sono il primario Aldo Fierro a due anni, i medici Stefania Cordi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo a un anno e 4 mesi. Rosita Caponetti a otto mesi per il reato di falso ideologico.

I tre agenti penitenziari sono stati assolti con la formula che ha sostituito la vecchia insufficienza di prove mentre i tre infermieri sono stati assolti con formula piena. Di fatto, con questa sentenza, si stabilisce che la morte di Cucchi fu poco più che un episodio di malasanità: Stefano è morto solo perché non è stato curato a dovere. Giudicate ininfluenti, quindi, le percosse subite durante la detenzione dal ragazzo.

Il pm aveva contestato ai sei medici e ai tre infermieri tra l’altro il  reato di abbandono di incapace e  aveva chiesto per i medici pene tra i 6 anni e 8 mesi e i cinque anni e mezzo mentre per gli infermieri 4 anni ciascuno. Per gli agenti penitenziari aveva chiesto due anni di reclusione.

Al momento della lettura della sentenza Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, è scoppiata in lacrime: ”Io non mi arrendo. Giustizia ingiusta”, le sue prime parole.

La vittima – Stefano Cucchi, 31 anni, geometra di Roma. Il 22 ottobre 2009 Cucchi viene arrestato per possesso di droga. Ma qualcosa va storto: il ragazzo viene picchiato in camera di sicurezza, viene ricoverato in ospedale e muore. La famiglia di Cucchi, per denunciare l’accaduto, decide di pubblicare le foto del corpo del giovane, magrissimo e tumefatto. Secondo una delle perizie il ragazzo morì di fame e sete e i medici non fecero abbastanza per salvarlo. Restano però i segni della violenza: le tumefazioni e la lesione alla colonna vertebrale causata da un calcio.

Gli imputati – Alla sbarra c’erano sei medici del ‘Pertini’ (Aldo Fierro, Silvia Di Carlo, Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite, Rosita Caponetti e Flaminia Bruno), tre infermieri della stessa struttura sanitaria (Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe)’ e tre agenti della Polizia penitenziaria (Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici).

Le accuse. A vario titolo e a seconda delle posizioni, sono accusati di abbandono di incapace, abuso d’ufficio, favoreggiamento, falsita’ ideologica, lesioni ed abuso di autorita’.    Per l’accusa (che ha chiesto pene comprese tra i sei anni e otto mesi di reclusione e i due anni), Stefano Cucchi fu picchiato nelle camere di sicurezza del tribunale in attesa dell’udienza di convalida, caddero nel nulla le sue richieste di farmaci, e in ospedale praticamente fu reso incapace di provvedere a se stesso e lasciato senza assistenza, tanto da portarlo alla morte.