Targa tedesca per sfuggire a superbollo e autovelox: la Finanza ora ti stanga

Pubblicato il 8 ottobre 2012 13:18 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2012 14:46

targa tedescaROMA – Il trucco della targa tedesca usata dai proprietari di supercar e non solo per aggirare il superbollo, evitare i redditometri vari e controlli tipo Cortina, passarla liscia se beccati da autovelox e tutor, non funziona più, è stato smascherato. La Guardia di finanza di Bolzano ha scoperto un raggiro per 6,7 milioni di euro di Iva evasa, tramite il noleggio di supercar con targa tedesca. Sono state sequestrate complessivamente 120 auto di grossa cilindrata, tra cui tre Ferrari, tre Porsche, svariate Bmw, Audi e Mercedes.

La società aveva sede dichiarata in Germania, ma in realtà operava in Alto Adige e dietro ai contratti di noleggio simulava vere e proprie cessioni di autovetture. Sul web evidenziava “evidenti, concreti e collaudati vantaggi in termini di rintracciabilità e riservatezza. Non risultano informazioni relative alle auto utilizzate nelle banche dati leasing o finanziarie, né ovviamente di altri enti/istituzioni o registri italiani”. Questi mezzi, infatti, per le autorità italiane sono di fatto inesistenti, non essendo presenti negli archivi della motorizzazione né in quelli dell’Anagrafe Tributaria.

Per l’ammontare delle contestazioni, il responsabile dell’impresa è stato denunciato alla procura di Bolzano per omessa dichiarazione, con richiesta di sequestro preventivo, in misura corrispondente all’ammontare delle imposte evase: oltre che beni immobili e disponibilità bancarie dell’indagato, anche molte delle auto con targa tedesca in circolazione sul territorio italiano oggetto dei noleggi.

Il trucco era semplice, l’introduzione del cervellotico e inutile superbollo ne ha solo allargato la platea di interessati. Funzionava così: bastava andare da un noleggiatore di auto tedesco che offre leasing anche di lunga durata. Si poteva anche vendere la propria automobile a un intermediario italiano o tedesco il quale la immatricolava oltre confine e poi la affittava al vero proprietario. La vettura, fra l’altro, non si muove dall’Italia: la risoluzione 344/E/2008 dell’agenzia delle Entrate consente di spostare all’estero solo i documenti. L’operazione in Alto Adige stabilisce finalmente il “game over”, la fine dei giochi dei furbetti con targa tedesca, quelli che in Germania non ci avevano nemmeno mai messo piede. Malcostume diffuso al punto che era diventato quasi un must per il presenzialista di professione, un cult del vip automunito, dal solito calciatore alle bellissime tipo Belen, Elena Santarelli ecc..

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