Tamponi falsi, falsa carta intestata dello Spallanzani, falso medico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2020 9:03 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2020 9:04
Diego Gianella, il 31enne in terapia intensiva senza patologie pregresse e con una carica virale altissima

Diego Gianella, il 31enne in terapia intensiva senza patologie pregresse e con una carica virale altissima (Foto Ansa)

Tamponi falsi, falsa la carta intestata dello Spallanzani con cui si comunicava l’esito del tampone, falso il medico che si spacciava per tale. Mentre offriva, ovviamente a pagamento, l’intero kit dei falsi.

CIVITAVECCHIA, LA STORIA NASCE QUI

Civitavecchia, la storia nasce qui e da due giorni la si legge su Il Messaggero narrata da Stefano Pettinari. C’è una fidanzata o comunque compagna dell’uomo oggi accusato della peggiore truffa oggi immaginabile ai danni del prossimo. Una truffa concepita e realizzata letteralmente sulla pelle del prossimo, una truffa ai danni diretti e immediato della salute del prossimo.

E’ questa donna che, nella ricostruzione giornalistica, fornisce all’uomo il tampone. Un tampone per l’esame coronavirus, un tampone di numero o quasi. Di certo pochi sono i tamponi che materialmente arrivano nelle mani dell’uomo. Non si sa esattamente quanti ma di certo pochi, forse le dita di una mano.

TAMPONI SVELTI E A DOMICILIO

C’è richiesta di tamponi, c’è mercato. E il finto medico si tuffa: mette sul mercato un tampone svelto e a domicilio. Lui va, effettua il tampone, poi arriverà referto. Referto, sempre negativo al virus, su carta che sembra intestata Spallanzani. Fino a che uno che ha pagato per quel tampone e ha ricevuto referto si incuriosisce e chiede allo Spallanzani chiarimento. Dallo Spallanzani arriva chiarimento che non si aspettava: loro di quei tamponi e referti non sanno nulla, non è roba loro.

ANCHE A ROMA, ANCHE IN UNA RSA

Si ricostruisce allora il cammino del finto medico che pratica finti tamponi, fa arrivare finti referti e quindi per così dire timbra negatività al virus che possono anche essere false. Pare che da Civitavecchia sia sceso anche a Roma portando e vendendo il suo kit di falsi. Pare abbia venduto la sua merce avariata e nociva anche in una Residenza Sanitaria per anziani.

E pare anche che, dati i pochi tamponi a sua disposizione, il falso medico e vero attentatore alla salute altrui abbia usato e riusato più volte lo stesso tampone. Cioè abbia passato nel naso e in gola di più persone lo stesso bastoncino. Che è come fare iniezioni a più persone con lo stesso ago. Comunque la si maneggi, se pienamente vera, una storia tremenda, una storia di selvaggia violenza verso il prossimo.