Terremoto Sicilia, scossa magnitudo 3.4 a Salemi (Trapani)

di Alessandro Avico
Pubblicato il 9 Settembre 2020 8:11 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2020 8:20
Terremoto Sicilia, scossa magnitudo 3.4 a Salemi (Trapani)

Terremoto Sicilia, scossa magnitudo 3.4 a Salemi (Trapani) (Foto Ansa)

Terremoto in Sicilia, una scossa di magnitudo 3.4 registrata a Salemi, in provincia di Trapani.

Scossa di terremoto in Sicilia il 09 Settembre 2020 alle ore 06:56. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 e profondità 1.1 km registrata a Salemi (Trapani). 

Secondo la scala Richter, un evento sismico di magnitudo 3.4 è classificato come terremoto “molto leggero”e descritto nel modo seguente: spesso avvertito, ma generalmente non causa danni.

Salemi è un comune italiano di 10 401 abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia. Situato nel cuore della Valle del Belice. La cittadina è inclusa nel club dei Borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica.

Il terremoto degli anni ’60

La città di Salemi ha subito, nel corso della sua storia, diverse calamità naturali. Nel 1968, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, la città fu gravemente colpita da un forte terremoto che rase al suolo molti comuni della Valle del Belice. In concomitanza del terremoto, Salemi donò a Gibellina dei terreni pianeggianti. Sui quali fu successivamente costruita la città di Gibellina nuova.

A seguito dell’evento sismico le autorità politiche salemitane e gli architetti optarono per la ricostruzione del paese secondo uno stile nuovo (New town). Per tali motivi lo sviluppo urbanistico ha portato a un decentramento verso la parte a valle della collina. Ora rappresenta insieme con i “Cappuccini” una delle aree e dei quartieri con maggiore densità abitativa. Il centro storico è caratterizzato da uno schema di impianto arabeggiante, con vicoli ciechi molto articolati. Vicoli che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi.

A seguito del sisma, l’abitato nella zona centrale, sebbene non fu del tutto disgregato, rimase per diversi anni abbandonato. Questo in virtù dei pochi interventi di restauro e di una scelta che hanno preferito decentrare i nuovi abitati in altri quartieri. La struttura, tuttavia, mantenne la monumentale ortogonalità del complesso costituito dal Collegio dei Gesuiti e da un denso corollario di dimore patrizie e di numerose chiese (oltre 20).

In posizione elevata e strategicamente dominante sorge il Castello, eretto o quantomeno rimaneggiato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, sulla base di un’antica fortezza greco-romana poi utilizzata dagli arabi e dai normanni, a pianta trapezoidale con tre torri, due quadrangolari e una a pianta circolare. (Fonti Ingv e Wikipedia).