Vicenza, kebab banditi dal centro storico. La lunga lista dei divieti del sindaco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2020 12:12 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2020 14:49
Vicenza, kebab banditi nel centro storico

Vicenza, kebab e negozi etnici banditi dal centro storico (Ansa)

A tutela del decoro e della tradizione, il nuovo regolamento comunale vicentino fa piazza pulita nel centro storico.

 A cominciare dagli esercizi commerciali etnici: a Vicenza il kebab non si potrà acquistarlo o gustarlo nell’area più centrale delimitata dalla circonvallazione interna.

Il nuovo regolamento comunale sulle attività commerciali per tutelare il cuore della città riguarda anche le aperture di fast food, phone center, lavanderie fai da te, compro oro e supermarket.

Vicenza, kebab e non solo: banditi i negozi etnici

Il regolamento è stato inviato alla Regione Veneto per la sottoscrizione dell’intesa. “Favorite solo le aperture di attività con la naturale attitudine al bello della nostra città d’arte, patrimonio Unesco”, spiega il sindaco Francesco Rucco.

Prima i veneti, sembra di capire. La misura lascia fuori i negozi di oggettistica etnica, leggi straniera. 

Non solo i piccoli, come i mimimarket gestiti da asiatici, ma anche i grandi. Messi al bando le catene di fast food, per intenderci. McDonald, ad esempio, non rientra tra i bar e ristoranti riconducibili alla tradizione alimentare locale.

Pasti precotti possono essere somministrati solo attraverso apparecchi automatici. 

“Questo documento – ha dichiara a Il Giornale di Vicenza il sindaco Francesco Rucco – rispecchia in pieno la nostra visione di un centro storico vivo, attrattivo e di qualità.

La vocazione di Vicenza, città d’arte patrimonio Unesco, è turistica. Nostro compito è valorizzare concretamente questa sua identità, promuovendo azioni forti di rilancio.

A partire dall’agevolare l’apertura delle attività che sono in linea con la naturale attitudine al bello della nostra città”.

La lista delle attività non in linea è lunga.

Tutto l’usato (fatta eccezione per quello di qualità, vintage e da collezione), accessori per telefonia (tranne i marchi di telefonia mobile), sexy shop, macelleria e polleria non italiana (compresa la carne halal), carrozzeria, gommista, phone center, money transfer e compro oro, lavanderie self service, centri massaggi… (fonte Giornale di Vicenza)