Cina, una app spia installata nei cellulari dei turisti che arrivano nello Xinjiang

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 2 Luglio 2019 18:34 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2019 20:40
Cina, una app spia installata nei cellulari dei turisti che arrivano nello Xinjiang

Cina, una app spia installata nei cellulari dei turisti che arrivano nello Xinjiang (La app in alto a destra)

MILANO  –  Secondo un’inchiesta di Guardian, New York Times e Suddetusche Zeitung la polizia di frontiera cinese avrebbe segretamente installato app di sorveglianza sui telefonini di turisti cinesi e stranieri entrati nel Paese nella remota e inquieta regione a maggioranza musulmana dello Xinjiang attraverso il confine col Kirghizistan, dalla località di frontiera di Irkeshtam, lungo la storica Via della Seta. L’intromissione avrebbe permesso alle autorità di Pechino anche di scaricare dati personali di moltissimi visitatori.

Secondo quanto reso noto dall’inchiesta, quando i turisti arrivano alla frontiera devono farsi controllare il cellulare, che viene portato in una stanza separata. Qui in diversi casi sarebbe stata installata una app che permette di scaricare tutte le comunicazioni presenti nel telefonino: email, messaggi e contatti. 

La app viene poi disinstallata prima che il telefonino venga restituito al legittimo proprietario. Nel caso di un reporter tedesco, però, gli agenti di frontiera cinesi si sarebbero dimenticati di disinstallare la app, e così si sarebbe scoperto l’espediente.

Lo Xinjiang è una regione autonoma nella parte più occidentale della Cina. E’ abitata in prevalenza da popolazione uigura di religione musulmana, soggetta a severi controlli da parte del governo centrale. Nelle strade e nelle moschee sono state installate telecamere per il riconoscimento facciale

Qualunque riferimento alla religione islamica può essere visto come sospetto, ma sospetti sono anche, tra gli altri, i testi legati al Dalai Lama. (Fonte: The Guardian)