Datagate, Gb e Usa spiarono leader politici al G20 di Londra 2009

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 8:24 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 8:24

Datagate, Gb e Usa spiarono leader politici al G20 di Londra 2009LONDRA – Capi di Stato e di governo dei G20 spiati dai servizi segreti britannici e americani nelle loro telefonate e comunicazioni via internet: è quello che sarebbe successo, secondo quanto scrive il Guardian, durante il G20 di Londra nel 2009.

La rivelazione arriva a pochi giorni dall’esplosione dello scandalo ‘Datagate’ negli Stati Uniti e alla vigilia del vertice G8 in Irlanda del Nord. I controlli sarebbero stati eseguiti dal Gchq (Government Communications Head Quarter, Quartier Generale Governativo per le Comunicazioni) britannico, ma anche da agenti del Nsa (National Security Agency) Usa che avrebbero spiato conversazioni segrete dell’allora presidente russo, Dmitri Medvedev.

Il Guardian cita il contenuto di documenti top secret svelati da Edward Snowden, la fonte che ha svelato l’esistenza del programma segreto di sorveglianza americano Prism, rivelandolo attraverso le colonne dello stesso giornale.

Stando a questa fonte, il G20 del 2009 sarebbe stato caratterizzato da un articolato sistema di spionaggio delle conversazioni di intere delegazioni, come quella guidata dal ministro delle Finanze turco, e dei leader presenti al vertice: attraverso l’installazione di internet point truccati con software-spia e il controllo capillare del sistema dei Blackberry utilizzati dagli ospiti.

L’infiltrazione sarebbe stata autorizzata sul fronte britannico dall’allora primo ministro laburista, Gordon Brown. Ma avrebbe coinvolto anche un pool di agenti della National Security Agency americana (la stessa che gestiva il programma Prism) basati nel Regno Unito e interessati in particolare a Medvedev.

Nel rapporto relativo ai controlli fatti sulle conversazioni dell’allora inquilino del Cremlino (oggi primo ministro), mettono fra l’altro in evidenza ”un cambiamento” nel sistema di trasmissione delle comunicazioni del leader russo verso Mosca, attraverso l’ambasciata a Londra.

Questa nuova ondata di rivelazioni, a poche ore dall’avvio del G8 del 17 giugno in Irlanda rischia di proiettare più di un’ombra d’imbarazzo sul vertice imminente.