India, per la strage di Mumbai le vittime denunciano i servizi segreti pachistani

Pubblicato il 24 novembre 2010 8:00 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2010 9:23

I familiari di un rabbino ucciso con sua moglie durante l’attacco terroristico di Mumbai del novembre 2008 hanno denunciato i servizi segreti pachistani ISI (Inter Service Intelligence) e il gruppo estremista Lashkar-e-Taiba (Let). Una denuncia penale è stata presentata presso un tribunale di Brookling, il luogo di origine delle vittime. Lo riporta oggi il quotidiano the Times of India.

L’intelligence pachistana è accusata di complicità con i militanti dell’Lte che assaltarono Mumbai sulla base di quanto emerso dalle indagini e dalle testimonianze dell’americano-pachistano David Hadley, il ”cervello” dell’attacco detenuto negli Stati Uniti.

”E’ chiaro che l’Isi ha sostenuto e appoggiato gruppi terroristici come Let, per raggiungere i propri obiettivi e ha fornito supporto materiale agli autori della strage” ha detto l’avvocato James Kreindler, scelto dalla famiglia Holtzberg per la causa che riguarda, per competenza, solo i cittadini americani uccisi nell’attentato.

Si tratta dello stesso legale che ha rappresentato le famiglie delle vittime della strage di Lockerbie (in Scozia nel dicembre 1988) nel processo contro la Libia.

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Nell’attacco al centro ebraico Chabad, a Narimar Point, il religioso Gavriel Holtzberg e la moglie incinta erano stati presi in ostaggio e poi uccisi. Il figlioletto di due anni, Moshe, è stato salvato grazie alla bambinaia indiana che è riuscita a scappare.

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