Isis, Obama agli alleati: “Bombardate anche voi, niente truppe in Siria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2014 19:51 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2014 19:53
Isis, Obama agli alleati: "Bombardate anche voi, niente truppe in Siria"

Isis, Obama agli alleati: “Bombardate anche voi, niente truppe in Siria”

ROMA – A bombardare le postazioni dell‘Isis non possono essere solo gli Stati Uniti. Dovranno partire aerei anche italiani, inglesi, francesi, australiani…insomma, aerei degli altri Paesi Nato. Barack Obama, al termine del vertice Nato dedicato all’Isis, non lo dice esplicitamente. Ma è quello che si legge tra le righe del suo diplomatico commento espresso in conferenza stampa:

 “L’Isis è una grave minaccia per tutti e nella Nato c’è una grande convinzione che è l’ora di agire per indebolire e distruggere l’Isis. I partner e alleati della Nato sono pronti ad un unirsi ad un ampio sforzo internazionale per combattere contro la minaccia posta dall’Isis”.

Insomma i  bombardamenti, che per ora sono stati condotti dagli Usa in Iraq, potrebbero presto coinvolgere le forze militari di altri Paesi Nato. Senza contare che proprio qualche ora prima lo stesso Obama, parlando della crisi ucraina e di quella dell’Isis, aveva detto agli alleati che dovevano aumentare le spese militari, cosa accettata dai Paesi Nato che infatti hanno promesso di portare la spesa in questo settore al 2% del Pil entro 10 anni.

Barack Obama rassicura però su un punto cruciale: Non invieremo truppe in Siria“. L’obiettivo al momento è quello di impiegare i militari in blitz aerei ma non far mettere gli scarponi ai soldati su terreno iracheno o siriano. Proprio per evitare il pantano delle guerre di Iraq e Afghanistan. Sì, invece, ad armare i curdi, gli iracheni, persino i ribelli siriani che non siano, ovviamente, gli sgozzatori sunniti dell’Isis. Una strategia delicatissima, perché per esperienza i ribelli armati oggi possono domani rivolgere quelle stesse armi contro l’Occidente, come insegna la storia di Osama Bin Laden.

Il segretario di Stato Kerry ha specificato che bisogna attaccare l’Isis “in modo da impedire loro di conquistare altro terreno, e rafforzare le forze di sicurezza irachene e gli altri nella regione (curdi in primis, ndr) che sono pronti a combattere contro di loro, ma senza impiegare le nostre truppe di terra”, ha detto incontrando gli i ministri degli esteri di Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Turchia, Italia, Polonia e Danimarca.

Altro punto della strategia: stringere accordi con la Turchia. “La Turchia svolge un ruolo importante nell’Alleanza Atlantica anche perché è un ponte tra l’Europa e il Medio Oriente”, ha detto il presidente Obama incontrando al vertice Nato il premier turco Tayyip Erdogan. Non essendoci voli per Aleppo o Damasco, i militanti stranieri che ingrossano le file Isis (in Europa sono soprattutto di passaporto britannico, cosa che impensierisce non poco il premier Cameron) fanno prima tappa in Turchia e poi passano, complici gli scarsi controlli, in Siria e in Iraq.