Pioggia di meteoriti, sono caduti anche in Italia: l’ultimo a Fermo nel 1996

Pubblicato il 15 Febbraio 2013 20:16 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2013 21:12
Pioggia di meteoriti, sono caduti anche in Italia: l'ultimo a Fermo nel 1996

La Targa a Fermo nel punto di impatto del meteorite caduto il 25 settembre 1996

ROMA – Le piogge di meteoriti sono di casa anche in Italia, anche se siamo ben lontani dalle dimensioni apocalittiche di Chelyabinsk, sugli Urali, dove nella notte di venerdì si è abbattuto uno sciame di frammenti di meteorite che ha causato oltre mille feriti. Nella storia si contano 32 frammenti di meteorite caduti sull’Italia a partire dal 921 d.C. al 1996. Parola dell’esperto di meteoriti Enrico Stomeo, dell’Unione Italiana Astrofili (Uai). Nel mondo impatti di questo tipo sono stati molto più numerosi, a partire dall’asteroide che 66 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri, fino all’impatto del 1908 in Siberia, a Tunguska.

IN ITALIA: La caduta più recente finora accertata risale al 25 settembre 1996 a Fermo (Ascoli Piceno), preceduto da quello caduto a Torino il 18 maggio 1988 e a Noventa Vicentina (Vicenza) del 12 maggio 1971. Questi impatti fanno parte dei 12 accertati nel ‘900. Altrettanti sono quelli accertati nell’800, due nel ‘700. Gli episodi più antichi sono quelli registrati nel 1668 a Vago (Verona), nel 1583 a Castrovillari (Cosenza) a Valdinoce (Forlì) e Rivolta d’Adda (Cremona) rispettivamente nel 1497 e nel 1491 e infine a Narni (Terni) nel 921.

NEL MONDO: L’impatto più celebre e più antico documentato è quello che circa 66 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri. Aveva un diametro di 9 chilometri e formò il cratere di Chicxulub, del diametro di 176 chilometri, sepolto sotto le coste della penisola dello Yucatan, in Messico. In Germania si trova un altro cratere molto antico, rileva l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. Si chiama Ries crater e si trova nella parte occidentale della Baviera. Si stima si sia formato fra 14,3-14,5 milioni di anni fa. Sebbene la sua origine sia controversa molti concordano nel pensare che sia stato causato dalla caduta di un asteroide. Il cratere originale aveva un diametro stimato di 24 chilometri, ora è molto eroso e l’attuale depressione ha un diametro di circa 100-150 metri. In Cile vi e’ un altro cratere da impatto molto noto, si chiama Monturaqui, ha un diametro di 350-370 metri e risale a circa 660.000 anni fa.

Ma il cratere meteoritico per antonomasia è il Meteor Crater. Ha un diametro di 1,5 chilometri, si trova vicino a Flagstaff (Arizona) e si è formato circa 49.000 anni fa per la caduta di un meteorite del diametro di 25-30 metri. In Australia, nel sito chiamato Henbury Meteorites Conservation Reserve, decina di crateri del diametro compreso fra 7 e 180 metri sono la testimonianza di un meteorite caduto circa 4.200 anni fa. Un asteroide del diametro di 30-40 metri è stato invece,nel 1908, all’origine del cratere di Tunguska, in Siberia. L’oggetto ha causato un’esplosione a un’altezza di 5-10 chilometri dalla superficie terrestre e l’onda d’urto generata ha abbattuto 1.200 chilometri quadrati di foresta. Fra gli ultimi meteoriti osservati mentre esplodevano in atmosfera c’e’ il bolide che il 10 agosto del 1972 illuminò i cieli del Nord America ed il 2008 TC3. Quest’ultimo impatto era stato previsto: scoperto il 6 ottobre 2008, l’asteroide del diametro stimato di circa 4 metri colpì l’atmosfera il 7 ottobre 2008 in corrispondenza del Sudan.