Russia: “Annientati terroristi che avevano preso pilota”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2015 19:53 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2015 19:53
Russia: "Annientati terroristi che avevano preso pilota"

Il jet russo abbattuto

MOSCA – Nemmeno 48 ore dopo l’abbattimento del jet russo Sukhoi-24 da parte di due caccia turchi è arrivata la vendetta sui terroristi che hanno ucciso e oltraggiato il cadavere di Oleg Peshkov, il pilota che si era eiettato con il paracadute ma che è stato ucciso a colpi di mitragliatrice dai ribelli anti-Assad prima di toccare terra.  Mosca ha annientato i terroristi presenti nella zona.

“Non appena il nostro pilota si è trovato in un posto sicuro – ha spiegato il portavoce del ministero della Difesa Igor Konoshenkov, riferendosi all’altro pilota del jet, che si è salvato – su quella zona si sono concentrati a lungo colpi massicci da parte dei bombardieri russi nonché dell’artiglieria delle truppe governative siriane. I terroristi attivi in questa zona ed altri gruppi misteriosi sono stati annientati”.

Konoshenkov ha anche detto che negli ultimi tre giorni gli aerei militari russi hanno fatto 134 raid e colpito 449 obiettivi ad Aleppo, damasco, Idlib, Latakia, Hama, Homs e nella provincia di Deir Ezzor.

A salvare il co-pilota del jet sopravvissuto, secondo le ultime informazioni, sarebbe stata un’operazione coordinata dal generale iraniano Qassam Soleimani, comandante del corpo Qods delle Guardie della Rivoluzione, con l’intervento di soldati di Hezbollah e di forze speciali siriani addestrate dall’Iran, con il sostegno delle forze aeree russe.

Quest’operazione si è resa necessaria dopo che un primo elicottero di soccorritori russi è stato attaccato da ribelli dell’Esercito siriano di liberazione (anti-Assad) e turcomanni, causando la morte di un membro dell’equipaggio. A quel punto unità speciali turche sarebbero state inviate sul posto per prendere in custodia il pilota e poi usarlo come ostaggio.

Mentre i russi preparavano una seconda operazione, Soleimani avrebbe proposto un’unità speciale di forze Hezbollah e siriane che già conoscevano il terreno e avrebbero agito con il supporto aereo e dei satelliti di Mosca. Individuato con il Gps il pilota, a 6 km dagli scontri tra ribelli ed esercito siriano, sono intervenuti sei uomini Hezbollah e 18 siriani, mentre i caccia russi bombardavano le postazioni degli oppositori, mettendone molti in fuga.

Infine il commando è riuscito a salvare il co-pilota, uccidere i ‘terroristi’ vicini e distruggerne gli equipaggiamenti. A seguire le operazioni tramite il satellite lo stesso presidente russo Vladimir Putin e, dalla sua ‘operation room’, anche Soleimani. Accrescendo così l’aura quasi mitica di quest’ultimo, la ricostruzione getta anche una luce sinistra sui ribelli che avevano preso il pilota, e che avrebbero voluto bruciarlo vivo, come fatto nei mesi scorsi dall’Isis con un pilota giordano.