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Texas, sparatoria in Chiesa: 26 vittime. Killer morto: era ex militare Usa

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La First Baptist Church a Sutherland Springs, luogo della sparatoria (foto Ansa)

SAN ANTONIO – Strage in una chiesa battista a Sutherland Springs, vicino a San Antonio, in Texas, dove un ex militare ha aperto il fuoco durante la messa.

Drammatico il bilancio della carneficina che ha causato: secondo il governatore Greg Abbot si è trattato della peggiore strage della storia del Texas. “Ventisei vite sono state perse”, ha riferito il governatore. Le vittime della sparatoria sono di età compresa fra i cinque e i 72 anni. C’è anche la figlia 14enne del pastore della chiesa battista di Sutherland Springs tra le vittime. Lo riferisce alla Cnn la madre della ragazza rimasta uccisa, Sherry Pomeroy moglie del pastore Frank Pomeroy, confermando che né lei né il marito si trovavano in chiesa oggi durante la messa.

L’assalitore è stato ucciso

Diversi media Usa riferiscono che l’autore della sparatoria sia Devin Kelley, un 26enne ex militare. E’ giunto sul posto a bordo di un’auto, vi è uscito vestito di nero e con un fucile d’assalto, indossava un giubbotto antiproiettile e nell’auto sono state trovate armi.

Stando ad alcune testimonianze raccolte tra residenti nei pressi della chiesa, l’autore ha cominciato a sparare ancor prima di fare ingresso nell’edificio per poi continuare all’interno. Indossava una maschera e aveva con sé molte munizioni. Una persona avrebbe inoltre risposto al fuoco. La chiesa è la First Baptist Church, a est di San Antonio.

Una portavoce dell’aeronautica militare statunitense ha confermato che Kelley ha prestato servizio nella base di Holloman, in New Mexico, a partire dal 2010 e poi è stato condannato a 12 mesi di reclusione per una sentenza della corte marziale e infine congedato con disonore nel 2014.

Trump: “Atto malvagio”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump definisce un “atto malvagio” la sparatoria nella chiesa in Texas, parlandone per la prima volta da Tokyo dove si trova per la prima tappa del suoi tour asiatico. “Non possiamo tradurre in parole il dolore che proviamo – ha detto Trump -. Meglio, restiamo uniti e attraverso le lacrime, restiamo forti”.

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