Benzina, allo studio piano per far scendere il prezzo: accise “mobili”. Quando?

Pubblicato il 20 settembre 2012 9:39 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2012 9:40

benzinaROMA – Il Governo sta studiando un sistema automatico per contenere il prezzo della benzina. I ministro del Tesoro e dello Sviluppo, Grilli e Passera, hanno chiesto ai propri tecnici un modo per agire sulle accise, le imposte di fabbricazione che vengono applicate sui carburanti. Con l’effetto moltiplicatore dell’Iva, la componente fiscale è la maggiore responsabile che rende la benzina italiana al distributore, la più cara d’Europa. Il sistema allo studio consentirebbe l’applicazione regolamentata di un’accisa “mobile”, come ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda e di cui riferisce La Repubblica del 20 settembre.

Funziona così. Quando il Brent (il parametro di riferimento europeo delle quotazioni internazionali del greggio) supera del 2% il valore indicato nel Documento di economia e finanza per il trimestre precedente, scatta la limatura. In sostanza, se il prezzo del greggio supera una certa soglia, si abbassa la pressione fiscale automaticamente. “Il Def per il 2012 ha fissato un prezzo del barile di Brent di poco inferiore ai 120 dollari che al cambio euro- dollaro di 1,30, anch’esso precisato nel documento del governo, si traduce in un livello massimo di 92,30 euro oltre il quale viene introdotto il “cap”. Nel corso dello scorso trimestre, il Brent ha toccato quotazioni medie vicine ai 108 dollari, che al cambio del trimestre, di 1,26, si traducono in circa 87 euro al barile” (Cilli su La Repubblica).

E ‘ molto important6e intervenire sulla componente fiscale, la più alta d’Europa, almeno per la benzina. Il prezzo al consumo della verde è al primo posto con uno scarto di 27,4 centesimi rispetto alla media europea. Per il gasolio siamo al terzo posto, dietro Regno Unito e Svezia, con uno scarto di 30,2 centesimi (Centro Studi Promotor). Per quanto riguarda la verde, lo scarto con gli altri paesi è dovuto per 23,5 centesimi alle tasse e per 3,9 centesimi a un prezzo industriale maggiore. Sul gasolio il peso del fisco è ancora più pesante: per la componente fiscale lo scarto sulla media europea è di 34,9 centesimi, compensato però da un prezzo industriale inferiore alla media di 4,7 centesimi.

La misura dunque va nella giusta direzione, anche se la formula cautelativa del provvedimento “allo studio” lascia qualche margine di sospetto sull’effettiva volontà di portarlo avanti. Potrebbe finire nel prossimo decreto Sviluppo, vedremo se succederà. Per ora la dichiarazione di intenti è avvenuta durante il question time alla Camera. Giarda ha risposto a un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Passera. Giarda ha assicurato che il Governo “monitora le condizioni per l’applicazione della Legge Finanziaria 2008 e sono allo studio ipotesi di sterilizzazione della componente fiscale che dovranno essere vagliate”.

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