Condono edilizio? Il Pdl dice no al suo stesso emendamento. Il senatore Tancredi: “L’ho firmato senza leggerlo”

Pubblicato il 21 Giugno 2010 21:01 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2010 21:02

Condono edilizio? Per stavolta sembra proprio di no. E’ durata infatti solo una manciata di ore la speranza di tanti proprietari di case abusive di godere di una nuova sanatoria. Colpa, almeno ufficialmente, di un emendamento “fuori controllo” finito “per errore” tra quelli firmati e destinati alla Commissione Bilancio del Senato. Un emendamento che ha scatenato le proteste dell’opposizione e chiamato il governo ad una serie di rettifiche.

E’ successo che tre senatori del Pdl, primo firmatario Paolo Tancredi, hanno tentato di inserire nel calderone della manovra un emendamento che già dall’intestazione,”Emendamento condono edilizio”, lasciava pochissimo spazio all’immaginazione. A leggerlo, gli “abusivi”, hanno incrociato le dita e messo in fresco lo champagne.

Il provvedimento, infatti, prevedeva la riapertura del precedente condono, quello 2003 e, se possibile, estendeva ancora di più la possibilità di regolarizzare gli abusi. Bastava chiedere  entro il 31 dicembre 2010 e la sanatoria sarebbe stata estesa anche agli abusi realizzati “in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio”. L’ansia condonatrice dei tre senatori Pdl è talmente forte che si prevede la possibilità di riparare “anche qualora l’amministrazione abbia adottato il provvedimento di diniego”. Ovvero: se i Comuni hanno già detto di no, fa niente, ci pensa l’emendamento Tancredi.

C’è però un “piccolo” problema: il governo ad un nuovo condono aveva appena risposto “assolutamente no”. Ci aveva messo la faccia il ministro Tremonti. Quanto ad accantonare i principi per raggranellare qualche soldo da immettere nelle agonizzanti casse pubbliche c’è già stato lo scudo fiscale. Il super condono, forse, sarebbe stato decisamente troppo. E non appena l’opposizione ha iniziato a strepitare dal governo è arrivata una raffica di smentite.

Il primo a mettersi di traverso è stato il finiano Fabio Granata che ha scelto la linea dura e lo ha definito un emendamento “gravissimo”. A decretare la fine delle speranze per gli abusivi è stato Paolo Bonaiuti: “Né il governo né il capogruppo del Pdl in Senato Maurizio Gasparri sosterranno l’emendamento”. Bonaiuti poi, è riuscito a trovare le colpe alla sinistra anche per quello che sembra un incidente tutto interno al Pdl: “Ma quale condono edilizio? Questa sinistra bugiarda fa passare per legge un emendamento al Senato che non sarà sostenuto certo dal capogruppo Gasparri né dal Governo. Nessun condono, quindi, ma un’altra trovata propagandistica creata ad arte dall’opposizione per i giornali”. “La commissione – ha assicurato  infine il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello – sta lavorando e vedrete che non c’é nessun condono fiscale e edilizio che resisterà al suo controllo”.

Lo stesso Tancredi, dopo una giornata di no stizziti, a Radio 24, ha talmente tanta premura di disconoscere la paternità dell’emendamento che accetta di non fare un gran figura ammettendo di averlo firmato senza neppure leggerlo. “È un emendamento che è stato presentato insieme ad altri cento e che io non ho valutato – spiega il senatore – Se mi fossi reso conto, io non lo avrei firmato. Sarà ritirato”. Non il massimo firmare una proposta senza neppure leggerla ma tutto va bene pur di tirarsi fuori dal fuoco incrociato.

Tancredi, sempre in radio, ipotizza che il comma “estensivo” possa essere stato inserito a sua insaputa, ma ammette che “forse” non ha “letto tutto bene”. Infatti ‘Tancredi parlante’ ammette di non essere d’accordo con ‘Tancredi firmante’ anche su di un altro emendamento, che pure porta la sua firma, e che riguarda i fondi per i rinnovi dei contratti.

La penna in libertà del senatore, però, nella stessa giornata aveva combinato  un altro piccolo guaio. C’è, infatti la sua firma anche in un emendamento che prevedeva la riapertura dei termini per il condono fiscale del 2002 per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2008. A siglare la proposta, oltre a Tancredi, Latronico e Picchetto Fratin, gli stessi firmatari della proposta sulla sanatoria edilizia. Una manciata di minuti dopo la proposta il governo è costretto un’altra volta a prendere le distanze. Stavolta tocca al Sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, affermare in una nota che l’esecutivo «non accetterà mai la riapertura dei termini per il condono fiscale e per quello tombale proposta nell’emendamento presentato da alcuni senatori».

Smentite di circostanza a parte, gli interrogativi restano.  Perchè Tancredi e gli altri lo hanno firmato?  Davvero è stata solo una disattenzione? O forse, ma sembra poco credibile, speravano che non se ne accorgesse nessuno. Forse, ed è già più probabile, speravano in un consenso maggiore: si getta il sasso nello stagno e si osservano le increspature. Per stavolta, però, sembra essere andata male. Ma il condizionale resta d’obbligo: fino a quando la manovra non sarà licenziata nella sua forma definitiva, altri blitz, sono tutt’altro che da escludersi.