Donne d’impresa: Maria Costanza Barducci alla sfida della Intelligenza aartificiale

di Orietta Malvisi Moretti
Pubblicato il 21 Aprile 2024 - 18:52
Donne d’impresa: Maria Costanza Barducci, Immigrazione Societaria per piccole e medie imprese alla sfida della Intelligenza aartificiale.

Maria Costanza Barducci,

Donne d’impresa:  Maria Costanza Barducci (Barducci Law Firm), Immigrazione Societaria per piccole e medie imprese. 

Maria Costanza Barducci, 38 anni, è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Genova e a quello di New York. Laureata alla facoltà di Giurisprudenza di Firenze e Master in Giurisprudenza alla University of Pennsylvania.

Aveva 11 anni Maria Costanza quando con la famiglia, è approdata a Miami per quello che doveva essere solo un anno di trasferimento per consentire a lei ed i suoi fratelli, di perfezionare l’inglese.

Sono passati gli anni ed è così che ancora oggi, Maria Costanza Barducci si divide fra Firenze, Miami e New York. Ed è lei la titolare di un importante studio con sede a N.Y. e uffici anche a Miami. Da brava italiana attenta alle esigenze del mercato, si è praticamente inventata un lavoro, dopo aver valutato le infinite richieste di tante piccole-medie aziende che dall’Italia vogliono “emigrare” negli USA.

Con la sua società ha creato un vero  punto di riferimento, la Barducci Law Firm.  Nel suo ufficio, tre avvocati più lo staff, si occupano di tutto: dalla costituzione societaria, ai visti per i responsabili in ufficio a  tutte le pratiche e le leggi che servono per “fare impresa” negli USA. Pur così giovane Costanza ha già lavorato facendo una doverosa gavetta in un importante studio, dove si occupava di diritto navale, societario e marittimo, una delle sue specializzazioni.

Per saperne di più della sua vita le abbiamo chiesto: 

Secondo la sua  esperienza di vita e di lavoro, negli U.SA., siamo arrivati ad una vera “parità di genere”? 

Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno compiuto progressi significativi verso una maggiore parità di genere, ma ci sono ancora sfide da affrontare. Nel mondo deli avvocati, ad esempio, si è registrato un aumento della partecipazione delle donne, con un numero crescente di donne che diventano soci di grossi studi, di leadership e ricoprono ruoli tradizionalmente considerati maschili. Tuttavia, persistono ancora disparità salariali tra uomini e donne, con le donne che in media guadagnano meno degli uomini per lo stesso lavoro.

Inoltre, molte donne continuano a sperimentare discriminazioni e difficoltà nel progredire nelle loro carriere a causa di stereotipi di genere e di una mancanza di equilibrio tra stipendio, lavoro e vita privata. La parità di genere non riguarda solo il mondo del lavoro, ma anche l’accesso all’istruzione, la partecipazione politica e molte altre aree della società. Mentre ci sono stati progressi significativi, c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere una vera parità di genere negli Stati Uniti.

È stato più facile lavorare in Italia o negli Stati Uniti?

Essere un avvocato e aprire un proprio studio legale rappresenta una sfida sia negli Stati Uniti che in Italia. Sicuramente, lavorare negli Stati Uniti è molto gratificante non solo dal punto di vista finanziario, ma anche per i risultati ottenuti per i clienti.

Come in Italia anche negli U.S.A. regna sovrana la burocrazia rallentando molto pratiche a livello immigratorio che spesso creano delle difficoltà a livello operativo per il Cliente. Altrimenti, il sistema giudiziario, in particolare quello federale, consente ai casi di procedere rapidamente, permettendo ai clienti di investire con fiducia nel Paese. Questo rende il mio lavoro più semplice quando mi occupo di aziende italiane che aprono filiali o nuove società negli Stati Uniti. 

Tornerebbe a vivere in Italia? 

Sì, mi piacerebbe tornare in Italia perché ha un significato speciale per me, soprattutto perché ho un legame emotivo e familiare con il Paese. L’Italia offre una ricca cultura, una deliziosa cucina, un patrimonio storico e artistico unico e un ritmo di vita più rilassato rispetto agli Stati Uniti. Ora che ho un figlio, mi piacerebbe che avesse l’opportunità di vivere in Italia per un breve periodo, in modo da poter sperimentare esperienze che possano sviluppare la sua creatività, curiosità e intelligenza emotiva e viaggiare in Europa e poi quando sarà… sicuramente ci tornerò in pensione.

La sua giornata tipo: a che ora comincia la sua giornata in ufficio e quando finisce?

La mia mattina significa svegliarmi presto e fare un allenamento, assicurandomi di essere a casa in tempo per quando mio figlio si sveglia, così da poterlo vedere durante la colazione, e poi mi dirigo in ufficio. Cerco di tornare a casa entro le 18.00, al massimo, in modo da poter trascorrere del tempo con la mia famiglia, cenare e infine guardare un film o cercare di leggere un libro, senza addormentarmi. Mi piace essere a letto per le 22.00.

Cosa pensa dell’Intelligenza Artificiale. La potrete utilizzare anche voi in azienda? 

L’Intelligenza Artificiale offre molteplici vantaggi nel settore legale. Una delle principali applicazioni dell’AI nel campo legale riguarda l’automazione dei processi, che consente di ottimizzare le attività ripetitive e ridurre i costi.

L’AI può svolgere compiti come l’analisi di grandi quantità di dati, la ricerca giuridica, che solitamente richiedono molto tempo e risorse umane e spesso oggetto di grandi sbagli. Tuttavia, ci sono anche alcune complicazioni nell’uso dell’AI nel settore legale. Uno dei principali problemi riguarda l’interpretazione delle leggi e dei testi legali, che richiedono un’analisi complessa e un contesto specifico.

L’AI può fornire suggerimenti o informazioni sulla base di dati passati, ma l’interpretazione finale e la decisione rimangono in mano agli avvocati e ai giudici. Un’altra complicazione è la questione dell’etica e della responsabilità nell’uso dell’AI nel settore legale. L’AI può essere influenzata da pregiudizi o errori nei dati di inserimento, che possono portare a decisione sbagliate. Quindi penso che  come  strumento complementare agli avvocati sia molto utile!

Miami è prevalentemente “ebrea”: cosa si dice della guerra nella striscia di Gaza? 

A Miami risiedono oggi più di 123.000 ebrei, rendendo Miami l’undicesima Comunità Ebraica più grande degli Stati Uniti. La componente sefardita della popolazione ebraica di Miami è la più alta tra tutte le principali comunità ebraiche negli Stati Uniti, e molti dei nuovi arrivati, religiosi o meno, appartengono a sinagoghe ortodosse. Il conflitto nella Striscia di Gaza è molto complesso e suscettibile di dibattito e opinioni. Sicuramente, a Miami, a causa della grande popolazione ebraica, è interessante osservare molti esercizi commerciali che espongono bandiere israeliane e propaganda politica, cosa non molto comune prima della guerra.