Grecia non paga, tre scenari: rinvio, default con o senza uscita da euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2015 11:29 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2015 11:29
Grecia non paga, tre scenari: rinvio, default con o senza uscita da euro

Grecia non paga, tre scenari: rinvio, default con o senza uscita da euro

ROMA –  Grecia non paga, tre scenari: rinvio, default con o senza uscita da euro. I timori sull’incapacità della Grecia di onorare i propri debiti puntano soprattutto sulla tenuta dell’Eurozona e sui rischi di contagio, con spinte cioè all’uscita dall’euro anche di altri Paesi. Sullo scenario geopolitico, poi, si teme che uscita dalla moneta unica la Grecia si avvicini alla Russia mutando gli equilibri globali, come mostra anche la particolare attenzione dell’amministrazione Usa.

Va però segnalato che, rispetto alle tensioni di cinque anni fa sulla Grecia, negli sviluppi più recenti del negoziato sul debito – anche quelli più drammatici – i mercati sembrano aver sempre reagito con più calma: le banche europee sono molto meno esposte con Atene, il quantitative easing fa da scudo anche alle banche greche. Cosa succede ora? Tonia Mastrobuoni su La Stampa propone tre scenari: accordo in extremis e rinvio della questione, default con ritorno alla dracma, fallimento controllato senza uscita dall’euro (con soluzione temporanea di una valuta parallela o un sistema di mini-assegni).

1. Accordo in extremis e rinvio. I creditori internazionali e Atene si mettono d’accordo per scongelare i prestiti da 7,2 mld di aiuti subordinati alle riforme di Tsipras : se la Ue dà il via libera intanto Atene potrebbe rimborsare 1,6 mld al Fmi e i 3,5 mld alla Bce. Ma quel via libera dovrebbe contenere il sì imprescindibile della Germania dove l’opposizione ai prestiti nel partito della Merkel è già arrivato a livelli di guardia.

Nei giorni scorsi, indiscrezioni parlavano di un numero di ribelli lievitato ormai a un centinaio. Naturalmente, Merkel può contare sulla Spd, per approvare i nuovi aiuti. Ma che l’opposizione nel suo partito a un prolungamento delle trattative con Atene sia quadruplicata in neanche quattro mesi è un segnale devastante.  (Tonia Mastrobuoni, La Stampa).

2. Grecia fuori dall’euro. Da un punto di vista economico, uno scenario di guerra. Atene non paga, esce dall’euro e torna alla dracma in un contesto di corsa agli sportelli bancari, di fuga di capitali all’estero, nessun accesso al mercato dei titoli a breve, tassi d’interesse alle stelle, super inflazione. L’impatto sulle banche europee, come detto, sarebbe circoscritto ma verrebbe intaccato il principio dell’irreversibilità dell’euro.

3. Atene fallisce ma resta nell’euro. A questo punto si potrebbe imporre temporaneamente, previo accordo con i creditori, una valuta alternativa o un sistema di pagamenti in mini-assegni.

Ma è problematica anzitutto dal punto di vista politico: al momento il sistema finanziario è tenuto in piedi dagli Ela, i fondi emergenziali della Bce. Se Atene fallisse, le banche diventerebbero insolventi e la Bce sarebbe costretta a tagliare l’Ela, condannandole al fallimento. E nel caso di un sistema valutario interno, si porrebbe lo stesso problema della dracma: sarebbero carta straccia e rischierebbero comunque di far fallire a catena famiglie e imprese. (Tonia Mastrobuoni, La Stampa).