Imu 2013, seconda rata: sarà tolta o resterà? A novembre la risposta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2013 13:04 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2013 13:04
Imu 2013, seconda rata: sarà tolta o resterà? A novembre la risposta

Imu 2013, seconda rata: sarà tolta o resterà? A novembre la risposta

ROMA – Imu 2013 seconda rata: sarà tolta o resterà? Dopo la guerra sulle “case dei ricchi”, con la proposta boomerang del deputato Pd, resta tutta da definire la sorte della seconda rata. Il polverone sul ripristino dell’acconto per una quota di presunti ricchi (e  a loro insaputa) si è diradato in una giornata, giusto il tempo di comprendere che quasi 2 milioni di contribuenti alle urne avrebbero forse dimenticato il nome del democratico Maino Marchi ma non il mandante della retromarcia sulla cancellazione della tassa.

“Ora occorre vigilare affinché, nei prossimi giorni e settimane, sia confermata anche l’abolizione della seconda rata Imu 2013”, ha sostenuto Daniele Capezzone del Pdl. Forse per quieto vivere, o comunque per consentire una navigazione un po’ meno a tormentata al governo Letta, la questione si riaprirà a novembre, dopo il varo della legge di stabilità.

Eugenio Bruno e  Marco Rogari spiegano su Il Sole 24 Ore i termini della battaglia che si prepara, visto che Scelta Civica non hanno ritirato (come ha fatto il Pd sull’emendamento Marchi)  le loro proposte di modifica: esigono che il governo garantisca che non aumenterà le tasse per cancellare il saldo. Il viceministro Pd dell’Economia Stefano Fassina ha ribadito che la questione della seconda rata Imu “è un capitolo da scrivere» e sottolinea come “la priorità deve essere l’equità”.

A maggiore ragione se nella service tax, che arriverà con la legge di stabilità per sostituire dal 2014 Imu e Tares, dovessero fare capolino elementi di maggiore progressività. Un tema che sta a cuore anche a Scelta civica. Che ha chiesto coperture certe e non legate a nuovi aumenti di tasse per lo stop alla rata di dicembre e, a differenza del Pd, ha scelto di non ritirare i suoi emendamenti sulla rata di giugno, a partire da quello che innalza la franchigia da 200 a 300 euro. (Eugenio Bruno e  Marco Rogari, Il Sole 24 Ore)