Imu, seconda rata: scade il 17 settembre. “Stangatina” per quasi un milione

Pubblicato il 16 settembre 2012 10:35 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2012 10:35
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Il modello F24 per pagare l’Imu

ROMA – Se avete deciso di pagare l’Imu in tre rate, e non avete ancora pagato la seconda, affrettatevi: lunedì 17 settembre scade infatti la seconda tranche di pagamenti. Secondo le stime, però, appena il 5,5% (pari a 870.000 persone) hanno scelto questa modalità di pagamento.

La Uil a tal proposito ha parlato di una ”stangatina autunnale”, che diventa una vera e propria ”stangata” da 1.100 euro, dice Federconsumatori, se aggiunta agli altri rincari.

Ma la “stangatina” Imu peserà appunto su pochi, meno di un milione di contribuenti, in attesa del super saldo 2012 che arriverà a dicembre. E si aspetta ancora che i comuni deliberino (entro il 31 ottobre) sulle aliquote.

In ogni caso – calcolava la Cgia – che si siano scelte due o tre rate, il pagamento dell’Imu costerà mediamente agli italiani 3 giorni di lavoro in più. Tre giorni che dovranno essere scalati da quelli che producono reddito per consumi.

Per chi ha deciso il pagamento dell’Imu della casa principale in tre rate, anche l’acconto di settembre, cosi’ come la prima rata, è pari ad un terzo dell’importo totale che si ottiene applicando l’aliquota ordinaria del 4 per mille con la detrazione di 200 euro (elevabile di 50 euro per ogni figlio di eta’ inferiore a 26 anni convivente con il contribuente).

Entro il 16 dicembre, si dovrà versare il saldo sulla base delle aliquote definitive come deliberate entro ottobre dal comune. Sui 104 Comuni capoluogo di provincia – dice il Servizio Politiche Territoriali della Uil, diretto dal segretario confederale Guglielmo Loy – la ‘stangatina’ autunnale dell’Imu pesera’ mediamente 44 euro con punte di 154 euro a Roma; 142 euro a Milano; 136 euro a Bologna; 110 euro a Rimini; 107 euro a Verona.

Conto più salato – secondo la Uil – con il saldo a dicembre: mentre gli acconti di giugno e settembre sono calcolati con le aliquote base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per la seconda casa), il conguaglio sarà effettuato con le aliquote deliberate dai singoli Comuni che possono aumentarle o diminuirle del 2 per mille sulla prima casa e del 3 per mille sugli altri immobili.