Intesa: Bazoli presidente emerito, sì unanime a statuto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2015 21:36 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2015 21:36
Intesa: Bazoli presidente emerito, sì unanime a statuto

(foto LaPresse)

MILANO – Intesa Sanpaolo vara la nuova governance e riconosce a Giovanni Bazoli la presidenza emerita. I vertici oltre a dare l’ultimo via libera al nuovo statuto hanno approvato infatti all’unanimità, su proposta del consiglio di gestione, l’introduzione di un ultimo articolo (il trentasettesimo) che istituisce la figura del presidente emerito. Incarico che, parafrasando le parole del quasi ottantatreenne banchiere bresciano, allontana di fatto “la fine dell’esperienza milanese”, come di recente da lui affermato.

Il riconoscimento, è stato spiegato, va al lavoro svolto in quasi 40 anni di carriera, iniziata con la Banca San Paolo di Brescia, passando per il Nuovo Banco Ambrosiano, fino ad arrivare a Banca Intesa e alla creazione del gruppo attuale, nato dalla fusione col Sanpaolo Imi di Torino. L’incarico del presidente emerito, non retribuito e dalla durata di tre anni, sarà a garanzia della transizione della governance e servirà anche a promuovere le iniziative culturali della banca, come di recente fatto col Museo di Piazza della Scala e il restauro dell’abitazione di Alessandro Manzoni.

In particolare, recita l’articolo, il presidente emerito “può esprimere pareri e partecipare a riunioni, con funzione consultiva, su richiesta del presidente e o del consigliere delegato, affinché la nuova governance possa dispiegarsi in continuità di efficienza e di rigore”. Un portavoce della banca, confermando il via libera allo statuto, ha quindi ricordato che adesso il documento sarà trasmesso alla Bce e alla Banca d’Italia per ottenere l’ultimo ‘placet’ necessario per convocare l’assemblea straordinaria chiamata ad approvare la riforma.

Se l’Eurotower dovesse prendersi tutto il tempo a sua disposizione, la straordinaria potrebbe tenersi nella seconda metà di febbraio, ovvero dopo l’approvazione dei conti del 2015 (Cdg 11 febbraio). Il nuovo impianto di governo interno, che arriva nel pieno del passaggio della vigilanza bancaria a livello europeo, avrà come obiettivo di valorizzare la presenza dei soci esteri nel capitale dell’istituto, che oltre a vedere giganti come Blackrock (5%) e le banche centrali di Cina e Norvegia (entrambe col 2%), registra un foltissimo numero di investitori stranieri che complessivamente detengono il 65% del gruppo. Entrando nel dettaglio, la nuova governance prevede l’abbandono del doppio consiglio, in favore di un singolo consiglio d’amministrazione composto da 19 consiglieri (5 riservati alle minoranze e 12 con requisiti d’indipendenza) che incorporerà le funzioni di controllo proprie del collegio sindacale in un comitato ad hoc.

Gli altri quattro comitati sono rischi, parti correlate, remunerazione e nomine. L’elezione del consiglio, in calendario con la prossima assemblea di bilancio in primavera, avverrà attraverso un sistema proporzionale che prevede un premio alla lista che ottiene la maggioranza, vale a dire un massimo di quattordici consiglieri, che comprendono il presidente e il consigliere delegato (unico manager all’interno del super-consiglio)..