Reddito di cittadinanza secondo Di Maio: da “sono in stampa milioni di tessere”, a “lavoreremo con Poste”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 novembre 2018 11:49 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2018 11:49
Reddito di cittadinanza secondo Di Maio: da "sono in stampa milioni di tessere", a "lavoreremo con Poste"

Reddito di cittadinanza secondo Di Maio: da “sono in stampa milioni di tessere”, a “lavoreremo con Poste”

ROMA – Solo una settimana fa l’annuncio di Luigi Di Maio in prima serata tv: “Ho già dato il mandato di stampare le prime cinque o sei milioni di tessere elettroniche“, si intende la social card per ricevere il reddito di cittadinanza. Ieri il ministro del Lavoro ha aggiustato il tiro: “Da due settimane ho dato ordine al mio staff di lavorare con Poste per tutto, inclusa la stampa delle tessere”. 

Ovviamente, nel frattempo nessuno sta stampando alcunché, nonostante il sottosegretario all’Economia Laura Castelli non se ne sia ancora avveduta. Il resto del mondo però sì: di ordini o mandati non c’è traccia perché non ci poteva essere, per la buona ragione che il reddito di cittadinanza non sta scritto da nessuna parte, cioè non è legge perché la manovra non è stata ancora approvata. 

Quindi prima contraddizione per non dire fake-news. Ci penserà Poste allora? Anche qui, altra contraddizione, altra pubblicità ingannevole: stampare milioni di tessere, è intuitivo, costerebbe un po’ più di duecentomila euro, limite imposto dall’art. 35 del Codice degli appalti: non è dunque possibile un affidamento diretto a Poste, che giuridicamente è una Spa, ordinato dal Governo. Serve un bando pubblico, un mese di tempo per far conoscere il bando ai candidati, l’istituzione di una commissione aggiudicatrice che non potrebbe escludere soggetti europei per cui non è affatto detto che alla fine vincerebbe Poste… Insomma, campa cavallo.