Redditometro: scontrini e ricevute di spese “importanti”? Meglio conservarsi tutto

Pubblicato il 6 Gennaio 2013 9:26 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2013 9:27

ROMA – Scontrini, ricevute e tanta documentazione delle spese “importanti”. Ovviamente tutto da conservare, perchè non si sa mai. Col nuovo redditometro infatti anche il più puntuale dei contribuenti potrebbe finire sotto la lente d’ingrandimento del fisco, e allora tanto vale essere preparati.

Sappiamo che sono state individuate 100 voci di spesa per stabilire la capacità contributiva delle persone fisiche. Sappiamo che si tratta di  accertamenti sintetici del reddito: più che le spese analitiche contano quelle medie che risultano dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie dell’Istat. Sappiamo che è previsto l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente e che il nuovo redditometro si appliccherà retroattivamente fino al 2009. E proprio per questo c’è il rischio che pure il più preciso pagatore d’imposte possa finire nelle mire del fisco.

La regola base resta sempre ovviamente quella di conservare per almeno quattro anni scontrini e ricevute fiscali di tutte le spese “importanti” affrontate. Quali? Si parte dall’atto di acquisto della casa e dalla certificazione bancaria delle rate del mutuo e si arriva alle spese per i figli: rette dell’asilo, universitarie ecc.

In mezzo ci sono i costi sostenuti per trasporti e viaggi (acquisto dell’auto, pedaggi, spese di manutenzione), quelli per il tempo libero (palestra, abbonamento al teatro) e quelli per la cura della salute (visite mediche ecc.).   Prime domande: come dimostriamo di aver ricevuto una donazione? Come risaliamo ai guadagni (Bot e Btp per esempio) che sono tassati alla fonte e non rientrano nella dichiarazione dei redditi?