Tasi 16 giugno, caos aliquote, ipotesi rinvio. Fassino: “Ai Comuni subito 2 mld”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2014 9:12 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2014 9:57
Tasi 16 giugno, caos aliquote, ipotesi rinvio. Fassino: "Ai Comuni subito 2 mld"

Tasi 16 giugno, caos aliquote, ipotesi rinvio. Fassino: “Ai Comuni subito 2 mld”

ROMA –  Tasi 16 giugno, caos aliquote, ipotesi rinvio. Fassino: “Ai Comuni subito 2 mld”. A meno di un mese dalla scadenza, solo un Comune su 8 ha già deliberato l’aliquota della Tasi, il nuovo tributo che dovremo pagare il 16 giugno prossimo. Ma il termine per i Comuni del 23 maggio per stabilire le aliquote non lo rispetterà nessuno (a parte i mille che hanno già deciso): i sindaci sono tentati dallo slittamento (se vogliono aumentate le aliquote non lo faranno certo il giorno prima delle elezioni amministrative) per poi far slittare il pagamento in un’unica soluzione, al 16 maggio (saldo di fine anno). Ma senza pagamento della tassa, niente risorse per i Comuni.

“Se il governo vuole intervenire e prorogare i termini per il pagamento della prima rata della Tasi, lo può legittimamente fare”, apre Piero Fassino (presidente dell’Anci) ma “alla proroga il governo dovrà accompagnare l’ anticipazione delle risorse ai Comuni che altrimenti finirebbero in ginocchio, con un buco di liquidità che impedirebbe loro il pagamento degli stipendi e il finanziamento dei servizi”. Quanto? “L’intera Tasi vale oltre 4 miliardi. Non meno della metà, dunque”.

Torna in pista, dunque, la possibilità di un rinvio per la prima rata della Tasi. “Penso che la prossima settimana si saprà se ci sarà una proroga o no” afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio che chiede ai cittadini ad avere “un po’ di pazienza con i vostri sindaci”. Ma invita anche “i Comuni che non lo hanno fatto a causa delle elezioni a decidere alla svelta” le aliquote. Una prima riunione tecnica tra l’Anci e il ministero dell’Economia è fissata per oggi.

Seguiranno in settimana contatti politici. Ma è difficile che, visti gli impegni elettorali, un decreto possa arrivare prima del verdetto delle urne del prossimo fine settimana. Finora hanno deciso solo un migliaio di amministrazioni. Tra i macigni che pesano sulla vicenda c’è il fatto che sono circa 4.000 i comuni che andranno alle urne contemporaneamente con le elezioni europee e, certamente, dovranno essere i nuovi amministratori a definire il bilancio entro luglio.

L’ultimo incontro tecnico-politico tra Anci e Governo si era tenuto giovedì ed era finito con una fumata nera. Nessun rinvio. “Il rinvio rischia di provocare un buco e di rendere impossibile l’erogazione dei servizi”, aveva detto il presidente dell’Anci, Piero Fassino che ora invece apre all’ipotesi. “Abbiamo proposto al governo – dice – un doppio regime: mantenere la scadenza del 16 giugno per i comuni che hanno già deliberato, far slittare al 16 settembre il pagamento degli altri comuni che avranno così il tempo di deliberare le aliquote entro il 31 luglio”.

Una proroga generalizzata – spiega invece – dovrebbe trovare delle compensazioni economiche. Ed è proprio questo uno dei nodi sul tavolo. Ma sarebbe proprio quella di un rinvio per tutti l’ipotesi che potrebbe essere percorsa per evitare complicazioni ai contribuenti. Le ipotesi sulla scadenza per il pagamento della prima rata sono diverse. C’è quella minimale del 16 luglio, che però non aiuterebbe i comuni costringendoli ad un tour de force, e la possibilità di un rinvio al 16 settembre. In base alla normativa attuale, invece, i comuni dovrebbero decidere le aliquote entro il 23 di maggio.

Senza alcuna decisione i proprietari di prima casa potrebbero rinviare il pagamento in unica soluzione a dicembre mentre per le seconde case sarebbe un vero e proprio pasticcio. Dovrebbero pagare la metà della Tasi annuale in base all’aliquota dell’1% decisa a livello nazionale. Ma rimane il nodo della quota che spetta agli inquilini, che può variare tra il 10 e il 30 per cento che sarebbe impossibile definire in via forfettaria.