Tasi, pagare in ritardo senza sanzioni. Il Governo apre

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2014 12:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2014 12:06
Tasi, pagare in ritardo senza sanzioni. Il Governo apre

Tasi, pagare in ritardo senza sanzioni. Il Governo apre

ROMA – Ancora quattro giorni per pagare l’acconto della Tasi, ma il Governo apre all’idea di non sanzionare i ritardatari “per l’incertezza delle regole“. Lo prevede l’articolo 10 dello Statuto del contribuente, in base al quale interessi e sanzioni “non sono irrogati quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza delle norme fiscali”. Fattispecie configurabile sul caso Tasi, tant’è che il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, rispondendo al Question Time alla Camera ne ha avvallato la possibile applicazione.

La scadenza, già rinviata con un emendamento inserito nel Dl Irpef, è fissata per lunedì 16 giugno, ma non in tutta Italia: sugli oltre 8.000 comuni interessati infatti solo 2000 circa hanno deliberato l’aliquota. In tutti gli altri si paga ad ottobre. All’incertezza di date si aggiunga poi un generale intasamento dei Caf, in questi giorni subissati per le scadenze sui 730 e le tasse sulla casa. I comuni si stanno muovendo in ordine sparso. In alcuni casi si sposta la data, in altri si sta già decidendo autonomamente di non sanzionare i ritardatari: questo vale ad esempio per comuni come Piacenza, Vicenza, Bologna o della provincia di Pordenone. Dall’Anci però al momento non sono arrivate indicazioni alle amministrazioni.

Nel frattempo il Dl Irpef, ora all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio che dovrebbero licenziarlo giovedì, viaggia verso la conversione finale in legge. I deputati presentano comunque proposte di modifica (486 gli emendamenti arrivati). Ma dati i tempi strettissimi dell’esame (il decreto se non convertito scadrebbe il prossimo 23 giugno) è assai probabile che il Governo, come in Senato, ponga la questione di fiducia. Data probabile martedì prossimo.

Tornando alla Tasi, Confedilizia chiede un rinvio che potrebbe essere al 15 luglio o almeno al 30 giugno. A parere dell’Ufficio legale dell’associazione la proroga del termine sarebbe possibile ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, che attribuisce ai Comuni la potestà di regolamentare le proprie entrate con i soli limiti relativi alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e della aliquota massima dei singoli tributi nonché “nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti”.

Ma come è noto i Comuni potrebbero essere penalizzati già dallo slittamento al 16 giugno. Insomma entro lunedì prossimo, almeno nei 2000 comuni che hanno deliberato l’aliquota, bisognerà metter mano al portafoglio per pagare l’acconto Tasi. Senza dimenticare che la stessa scadenza vale per l’Imu sulle seconde case.

Lascia ben sperare l’apertura del sottosegretario Zanetti che però sottolinea che quando si è trattato di fermare le sanzioni per il saldo Imu  a dicembre scorso si è intervenuti con apposita legge, e lo stesso è accaduto per la maggiorazione Tares.