Tfr in busta paga. A chi conviene. Si decide entro marzo. Attenti a tasse e Isee

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 9:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 9:39
Tfr in busta paga. A chi conviene. Si decide entro marzo. Attenti a tasse e Isee

Tfr in busta paga. A chi conviene. Si decide entro marzo. Attenti a tasse e Isee

ROMA – Tfr in busta paga. A chi conviene. Si decide entro marzo. Attenti a tasse e Isee. Il Tfr in busta paga consente di avere più liquidità in tasca ma ha un costo perché aumenta l’imponibile Irpef: non conviene a causa dell’eccessivo peso fiscale che genera. Inoltre, quando aumenta lo stipendio si riducono gli effetti economici delle detrazioni per i figli a carico e quelli legati agli assegni familiari. Infine, mentre la liquidazione erogata a fine carriera è “risparmiata” dall’applicazione delle addizionali comunali e regionali Irpef,  l’anticipo mensile no. E’ necessario quindi valutare questi costi, ma dal momento che l’opzione Tfr dura tre anni ed è irreversibile, bisogna decidere bene entro marzo.

Ma al posto della più favorevole tassazione separata che regola sia l’anticipo che la liquidazione del Tfr, la sua erogazione mensile comporta l’applicazione della assai meno favorevole aliquota marginale Irpef. Ad esempio un reddito di 35mila euro su un Tfr annuo di 1806 euro pagherà il 38% di Irpef anziché il 25,3, uno di 23 mila vedrà invece i 1209 euro l’anno di trattamento fine rapporto tassati al 27 anziché al 23,9%. In soldoni la tassazione ordinaria sarà mediamente più pesante di 50 euro per un reddito medio di 23mila, con punte di 307 euro per che sta sui 35mila euro di reddito. (Paolo Russo, La Stampa)

Aumentando anche il reddito Isee, quello utile per stabilire le detrazioni cui si ha accesso sotto certe soglie, molte prestazioni sociali costeranno di più.

Ma al posto della più favorevole tassazione separata che regola sia l’anticipo che la liquidazione del Tfr, la sua erogazione mensile comporta l’applicazione della assai meno favorevole aliquota marginale Irpef. Ad esempio un reddito di 35mila euro su un Tfr annuo di 1806 euro pagherà il 38% di Irpef anziché il 25,3, uno di 23 mila vedrà invece i 1209 euro l’anno di trattamento fine rapporto tassati al 27 anziché al 23,9%. In soldoni la tassazione ordinaria sarà mediamente più pesante di 50 euro per un reddito medio di 23mila, con punte di 307 euro per che sta sui 35mila euro di reddito.

Come se non bastasse il Tfr in busta paga, cumulandosi con il reddito prodotto in corso d’anno (80 euro di bonus esclusi), inciderà negativamente anche sulle detrazioni d’imposta, tipo no tax area, assegni e detrazioni per familiari a carico. Ad esempio il solito reddito medio di 23mila euro solo di detrazioni d’imposta ci rimetterà 280 euro, che cumulati ai 50 di maggiore Irpef fanno appunto 330 euro di tasse in più da pagare per incassare in anticipo 1.200 l’anno. (Paolo Russo, La Stampa)