Ilva. Taranto: direzione occupata, sindacati contestati. Indagato Stefano

Pubblicato il 27 Novembre 2012 9:24 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2012 14:55

Lavoratori Ilva in corteo a Taranto e Genova (foto Ansa)

TARANTO – L’Ilva chiude: badge disabilitati a Taranto, dove un gruppo di operai ha anche occupato la direzione. Gli operai hanno anche contestato duramente i sindacati.

Operai in corteo a Genova, dove si rischia la chiusura. La mattina del 27 novembre 2012 è una delle più movimentate dell’intera storia del colosso siderurgico, all’indomani dell’annuncio della chiusura dell’impianto di Taranto (che provocherebbe, a catena, anche la chiusura degli altri stabilimenti italiani). E metterebbe a rischio l’ordine pubblico, stando a quanto dice il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri.

Intanto il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, è stato iscritto nel registro degli indagati

Taranto

Alcune centinaia di operai dell’ area dello stabilimento tarantino dell’Ilva hanno tentato di accedere al loro posto di lavoro, nonostante l’annuncio della fermata dell’area a freddo, ma non e’ stato loro possibile, giacche’ i badge per gli ingressi sono disattivati sin dalla sera del 26 novembre. Gli operai si sono quindi diretti dalla portineria D alla portineria A, attendendo le indicazioni dei sindacati che per l’intera giornata e per tutti i reparti della fabbrica tarantina hanno indetto uno sciopero.

Una parte di loro ha occupato la direzione dello stabilimento. Gli operai, dopo aver organizzato un corteo interno al quale hanno partecipato sia quelli impiegati nell’area a caldo sia quelli dell’area a freddo, hanno occupato di fatto tutta la palazzina che ospita la direzione dello stabilimento e ora stanno decidendo come proseguire la protesta.

“Non hanno voluto trovare una soluzione, governo e azienda continuano ad usarci – dicono alcuni di loro – e a rimetterci siamo soltanto noi e questa citta’. Cosi’ non puo’ continuare.” Al momento gli operai non sembrerebbero intenzionati a mettere in atto blocchi stradali, anche se attendono l’esito dell’incontro con i vertici dell’azienda. “Cosa accadra’? Non lo sa nessuno – dicono – qui si naviga a vista”.

Subito dopo gli operai hanno convinto anche gli impiegati dell’Ufficio personale a lasciare gli uffici. Una delegazione di una decina di persone e’ poi riuscita a salire al primo piano della palazzina per parlare con il direttore dello stabilimento.

I rappresentanti sindacali di Fim Cisl, Uilm e Fiom dell’Ilva sono stati contestati da un gruppo di operai al termine dell’incontro avuto con i rappresentanti dell’azienda. “Ti ha dato il panino il padrone – hanno urlato un gruppetto di lavoratori appena i rappresentanti sindacali sono scesi nel cortile della direzione per riferire ai circa mille operai presenti i risultati dell’incontro – ci avete svenduto per un panino e una bottiglia d’acqua”.

“Una decisione giusta per noi – hanno proseguito i contestatori urlando “venduti” e chiedendo le dimissioni – non l’avete presa. Avete lavorato solo per l’azienda e noi qui a farci il culo”. I rappresentanti dei sindacati sono poi riusciti a spiegare l’esito dell’incontro in un’assemblea all’aperto caratterizzata da una tensione costante.

Genova

Circa 1.500 metalmeccanici dello stabilimento Ilva di Genova, dopo una breve assemblea, sono usciti dallo stabilimento in corteo e si sono diretti verso l’aeroporto di Genova. Con loro anche i cassa integrati dello stabilimento metallurgico. Il corteo dei lavoratori ha bloccato anche il casello di Genova Ovest.  Bloccate le rampe di accesso dai lavoratori e dai mezzi pesanti in corteo.

Patrica (Frosinone)

Futuro incerto anche per lo stabilimento Ilva di Patrica, vicino Frosinone. Il sito industriale della Ciociaria sara’ ridimensionato a officina per carpenteria leggera a disposizione dello stabilimento di Taranto. Lo ha reso noto la Fiom di Frosinone. Le linee di produzione dell’impianto di Patrica, che occupa settanta lavoratori, verranno dismesse a vantaggio del sito di Novi Ligure. Una situazione che non convince le organizzazioni sindacali.

”Con questa soluzione – dice Arcangelo Compagnone, segretario provinciale Fiom- non si riuscira’ a ricollocare tutti i lavoratori e per farlo si dovrebbero realizzare volumi importanti. Siamo molto preoccupati e bisogna dare risposte a questi lavoratori. E’ necessario arrivare ai contratti di solidarieta’ per dare garanzie ai lavoratori per un paio di anni”. Oggi i settanta operai dell’Ilva di Patrica terranno un’assemblea con le organizzazioni sindacali per esaminare la delicata situazione.

Clini

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha detto che ”quello di giovedi’ non sara’ un incontro interlocutorio. Contiamo di uscire con un provvedimento, lavoriamo a un decreto per l’applicazione dell’Aia”. ”Stiamo lavorando con Monti e i ministri ad una soluzione per l’applicazione dell’Aia, unica strada per il risanamento”.

Clini ha aggiunto che ”le normative nazionali ed europee stabiliscono che per l’esercizio di questo tipo di impianti e’ necessaria l’Aia che e’ l’unico documento legale che ne regola l’attivita’. Il problema, oggi, e’ creare le condizioni di agibilita’ per cui l’azienda possa rispettarla rigorosamente”. ”Io e il Governo andiamo avanti – ha aggiunto – per impedire che si crei situazione per cui non si rispetti la legge e per coniugare lavoro e salute”

Indagato il sindaco di Taranto

Ilva, indagati anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, un sacerdote, don Marco Gerardo, e il segretario dell’ex arcivescovo di Taranto mons. Benigno Luigi Papa. Lo scrive l’Ansa, dicendo che questi nomi si aggiungono a quelli delle persone arrestate il 26 novembre. Intanto la Guardia di Finanza sta indagando sulla vecchie Aia (Autorizzazione integrata ambientale) rilasciata il 4 agosto 2011 all’Ilva.