Nel cuore della Via Lattea con il telescopio spaziale James Webb FOTO

La zona chiamata Sagittarius C (Sgr C) si trova al centro della nostra galassia, la Via Lattea, a circa 26 mila anni luce dalla Terra. Grazie al telescopio spaziale James Webb è stato possibile catturare un'immagine con nuovi dettagli mai visti.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2023 - 14:30
Via Lattea telescopio

foto dal web

Una delle ultime immagini catturate dal telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Canadese, svela con un dettaglio senza precedenti, una zona particolarmente densa di stelle nel cuore della Via Lattea, chiamata Sagittarius C, facendo emergere strutture mai viste prima. Lo studio di questi nuovi elementi, guidato dall’Università americana della Virginia a Charlottesville, permetterà di comprendere meglio come nascono le stelle, quei corpi celesti che hanno dato origine all’universo.

Il telescopio spaziale Webb riprende una parte del centro della Via Lattea

Sagittarius C è una nursery stellare che si trova a circa 300 anni luce dal buco nero supermassiccio centrale della nostra galassia, Sagittarius A*. “Non sono mai stati forniti dati a infrarossi su questa regione con il livello di risoluzione e sensibilità che otteniamo con Webb, quindi molte cose le stiamo vedendo per la prima volta”, commenta Samuel Crowe, che è alla guida del gruppo di ricercatori: “Potremo così studiare la formazione stellare in questo tipo di ambiente in un modo che prima non era possibile”.

Una “vista magica” e densa di informazioni

Tra le circa 500mila stelle dell’immagine è presente un ammasso di protostelle, cioè astri ancora in formazione, che emettono una luce così brillante da sembrare un falò in una notte scura. Al centro di questo giovane ammasso si trova una protostella particolarmente massiccia, già nota, che possiede una massa 30 volte maggiore di quella del Sole. La nube da cui emergono questi astri nascenti è così densa che la luce di quelli che si trovano dietro di essa non riesce a raggiungere gli ‘occhi’ del Jwst, facendo apparire la zona meno affollata quando invece è la più densamente popolata dell’immagine.

Tra gli oggetti che hanno attirato maggiormente l’attenzione degli astronomi c’è la nube colorata in azzurro, risultato di fotoni energetici emessi da giovani stelle massicce, la cui grande estensione è stata una sorpresa, come anche le strutture a forma di aghi presenti nella stessa nube, che risultano orientate in modo caotico in tutte le direzioni.