Salvini e Di Maio, la foto della crisi: neanche a Genova si guardano più

di Alessandro Avico
Pubblicato il 14 Agosto 2019 10:08 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2019 12:08
Salvini e Di Maio, la foto della crisi: neanche si guardano più

Salvini e Di Maio, la foto della crisi: neanche si guardano più (Foto Blitz quotidiano)

GENOVA – Seduti vicini, ma mai così lontani. Una foto che certifica la crisi di governo e la rottura totale tra Lega e M5S. Matteo Salvini piegato in avanti, con gli occhi sul cellulare. Vicino a lui, alla sua sinistra, un Luigi Di Maio quasi assopito: occhi chiusi e gambe accavallate. I due non si guardano neanche, non c’è più motivo ormai, né di incrociare gli sguardi, né di parlarsi. Lo scenario è quello del ricordo per il crollo del Ponte Morandi a Genova, dove esattamente un anno fa persero la vita 43 persone.

D’altronde la foto non fa altro che evidenziare una crisi di governo irreparabile. Basta leggere le due interviste rilasciate da Di Maio e Salvini questa mattina per capire che questo matrimonio è durato anche troppo. 

Salvini: Reddito cittadinanza va rivisto, così non si assume.

Le prove di una nuova maggioranza con l'”inciucio” Pd-M5S, il tentativo in extremis di offrire ai Cinque Stelle l’appoggio sul taglio dei parlamentari per poi andare subito al voto, e soprattutto la volontà di rivedere il reddito di cittadinanza. Questi i temi principali affrontati dal leader leghista Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera. Se la Lega vincesse le elezioni e creasse un governo sarebbe “con Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia. Questo è quello che voglio e per cui lavoro – dice Salvini -. A differenza di quello che dicono Renzi e Di Maio, con il nostro governo non è in discussione quota 100 e non si toglieranno gli 80 euro. Semmai, sarà doveroso verificare il reddito di cittadinanza. Ci arrivano centinaia di segnalazioni, molte delle quali a me personalmente, da parte di imprenditori che quest’anno non riescono ad assumere i lavoratori che avevano l’anno scorso”. Per Salvini, infatti, “fanno fatica i ristoranti, fanno fatica in agricoltura, fanno fatica in moltissimi… Per carità, noi il reddito di cittadinanza lo abbiamo votato e speriamo che crei lavoro. Ma se lo toglie, bisognerà studiarlo”.

Di Maio: Da Salvini mossa della disperazione.

Non si fida dell’ormai ex alleato di governo e definisce la sua ultima proposta “una mossa della disperazione”. Così il leader del M5S, Luigi Di Maio, in un’intervista al Fatto Quotidiano, parla del tentativo di Matteo Salvini di offrire al Movimento l’appoggio sul taglio dei parlamentari per ottenere in cambio una data certa del voto anticipato. “Dopo quanto successo l’otto agosto, chi può dare ancora credito alla sua parola? Quello che dice non conta più nulla”, ribadisce Di Maio e poi accusa Salvini: “Quella del capo della Lega sul taglio dei parlamentari è una mossa della disperazione. E comunque quando si va al voto lo decide il presidente della Repubblica, non certo lui”. Poi, Di Maio spiega che con questa proposta Salvini “si è infilato in un cul de sac” perché in base ai regolamentari parlamentari, “se vuole votare il taglio degli eletti dovrà prima ritirare la mozione di sfiducia a Conte. Altrimenti la votazione sul taglio slitterà a dopo quella sul premier. Ma è chiaro che, se dovesse ritirare la richiesta di sfiducia per il presidente del Consiglio, dovrebbe smentire la sua linea. Si è messo da solo in un labirinto”.

Salvini e Di Maio, la foto della crisi: neanche si guardano più

Salvini e Di Maio, la foto della crisi: neanche si guardano più (Foto Blitz quotidiano)