Sottomarino russo nel mare di Svezia? Mosca nega, ma la caccia continua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2014 8:47 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2014 8:47

STOCCOLMA – “Un sottomarino russo si aggira per le acque del mare della Svezia”.  Da venerdì 17 ottobre la caccia al sottomarino straniero nel Baltico è partita, nonostante la Russia neghi ogni implicazione: “Non è un nuovo Kursk“.

Non è chiaro se il sottomarino si sia perso nelle acque territoriali svedesi o se sia stato sorpreso in attività di spionaggio, ma la Svezia ha lanciato l’allarme e dato il via a una massiccia operazione nel Mar Baltico a Kanholmsfjärden, circa 50 chilometri a est di Stoccolma, alla ricerca di “attività subacquee straniere” con navi ed elicotteri militari, più di 200 soldati di unità anfibie, a seguito a un non precisato “avvistamento” da “fonte credibile”.

Secondo un portavoce delle forze armate svedesi si tratterebbe di un’operazione di intelligence, che continuerà “fino a quando sarà necessario”.

Secondo il quotidiano “Svenska Dagbladet”, l’azione sarebbe partita dopo l’intercettazione di una comunicazione radio criptata in russo su una frequenza riservata alle emergenze, proveniente da un luogo imprecisato tra la costa al largo di Stoccolma e l’enclave russa nella Ue di Kaliningrad, dove ha sede la flotta russa del Baltico.

Ma Mosca nega, o prende tempo:

“Le navi e i sottomarini della marina russa stanno operando secondo i piani nelle acque degli oceani del mondo. Unità militari russe non sono coinvolte in situazioni straordinarie, men che meno di emergenza”.

Quel sommergibile “non può essere russo”, dichiara una fonte anonima della Flotta di Mosca al bisettimanale “Novaya Gazeta”: due dei tre sottomarini russi di stanza nel Mar Baltico, il “Dmitrov” e il “Vyborg” – si troverebbero in cantiere a Kaliningrad, mentre il vettore di mini-sommergibili “Orenburg” è in rada in attesa di riparazione. Qualcuno però mormora che una nave ricognitrice russa sarebbe già partita alla ricerca dell’”oggetto misterioso”.

Una storia degna della Guerra Fredda che ricorda la vicenda del sottomarino sovietico U137 che nel 1981 si incagliò proprio nelle acque svedesi. E, in tempi più recenti, la tragedia del sottomarino atomico russo Kursk che nell’agosto 2000 affondò nel Mar di Barents con tutto il suo equipaggio di 118 persone, i soccorsi partirono in ritardo perché le autorità mantennero a lungo il segreto.

Dopo il crollo dell’Urss, Stoccolma ha protestato diverse volte per presunte violazioni anche del proprio spazio aereo da parte di Mosca, l’ultima con due caccia lo scorso 17 settembre. E i Paesi costieri del Baltico hanno ripetutamente denunciato l’intensificarsi di manovre militari russe ai loro confini. A Stoccolma nessun commento dalle sfere politiche. Ma la caccia all’oggetto misterioso continua.

(La foto diffusa dalla Marina svedese)