Vendite giornali maggio 2018: crisi finita? Meglio non crederci troppo…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2018 6:51 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 15:23
Vendite giornali maggio 2018: crisi finita? Meglio non crederci troppo...

Vendite giornali maggio 2018: crisi finita? Meglio non crederci troppo…

ROMA – Le vendite dei giornali italiani in edicola nel maggio 2018 mandano segnali contrastanti. Ci sono giornali che continuano a andar male, ci sono giornali quasi stabili, che perdono sempre meno rispetto ai trend del passato. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google PlayCrisi superata? Troppo presto e difficile da dire: notizie e linea editoriale pesano. In un meridione grillino è dura difendere le copie di giornali post democristiani e berlusconiani.

Per alcuni giornali si dovrebbe tenere conto anche degli abbonamenti, che, al Nord, possono avere un certo peso. Ma qui cerchiamo di individuare un trend, non facciamo contabilità e, in ogni caso, troppo spesso gli abbonamenti sono venduti a prezzi promozionali. Le copie così diffuse valgono per gli utenti pubblicitari, un po’ meno per i bilanci. Daremo conto degli abbonamenti nel corso di questa nota quando l’effetto abbonamento sulle tirature sia significativo.

Porta la bandiera il Fatto. Cresce del 2,3%, a quasi 36 mila copie, dopo un lungo periodo di declino è un buon segnale. Nonostante l’esagerato amore per i grillini il Fatto non nasconde i loro errori, magari sale in cattedra per riportarli sulla retta via ma le notizie le dà.

Crisi finita anche per il Corriere della Sera? I segnali sono positivi. Ha perso, maggio su maggio, 5 mila copie in edicola, cosa che, su un totale di oltre 190 mila fa appena un 2% e consolida la posizione di giornale più venduto, con un distacco di 40 mila copie su Repubblica. Se si considerano gli abbonamenti, il Corriere è a quota 215 mila copie, perdendone 15 mila sull’anno scorso. Probabilmente Cairo taglia gli abbonamenti meno redditizi. Certo, che siano 191 mila o 216 mila cambi poco, è comunque una miseria rispetto a 20 anni fa, quando, al giovedì, giorno del suo supplemento, il Corriere di copie ne vendeva 767 mila (difficile però capire quanto, 20 anni fa, sulla diffusione del Corriere pesassero iniziative di marketing un po’ troppo spinte come le copie abbandonate nelle palestre o nelle caserme).

D’altra parte, 20 anni fa Repubblica, al venerdì, giorno del suo supplemento, di copie ne vendeva 657 mila e senza caserme, né palestre né musei, teatri ecc. Inutile ormai guardare al passato e agli errori commessi dai direttori dei due giornali.

Purtroppo Repubblica continua a guidare l’elenco dei giornali che perdono copie più degli altri. Repubblica perde sul maggio 2017 ben 17 mila copie, un doloroso 10%, che è sempre la metà delle copie perse ancora a dicembre (35 mila sul dicembre 2016) ma che porta il giornale che arrivo a vendere in un solo giorno 800 mila esemplari a quota 153 mila copie. Meno della somma di Stampa e Secolo XIX, i due quotidiani del Nord della stessa scuderia, che ai bei tempi di Scalfari vendevano la metà.

Un comune destino unisce Repubblica e la sinistra post comunista. Hanno ucciso la Dc e il Ps e ci hanno regalato Berlusconi e poi Beppe Grillo, continuano a piangere miseria e disperazione e perdono voti e copie. Non vogliono, in fondo, che l’Italia cresca, vogliono che nessuno vada un po’ meglio. Le tasse sono la loro angoscia: non importa se qualcuno pagherà meno tasse, importa che i “ricchi”, che poi sono i loro elettori e lettori, ne paghino sempre di più. Ma per quello c’è già il Movimento 5 stelle, che ha dalla sua un vantaggio: non ha mai governato (la sinistra guidata dal Pd lo ha fatto più volte nella famigerata età berlusconiana e dal 2011 per 6 anni filati). I grillini e la Lega hanno titolo per dire che tutto va male, la sinistra no, se tutto va male è colpa sua. Ma guarda un po’ che perde voti e il suo giornale di riferimento perde copie…Preferibile leggere il Manifesto, scritto bene, non allineato a un partito: infatti tiene il suo pubblico ultra minoritario ma fedele, oscillando negli anni fra le 7 e le 9 mila copie.

Ma non c’è solo Repubblica in Italia a perdere copie. A parte il Tirreno di Livorno (-11%), che perde più di tutti, ma provateci voi a fare un giornale con una redazione nata nel Soviet, in una delle città più rosse d’Italia, che ha buttato il cuore oltre la trincea grillina), vanno male anche i giornali di Caltagirone, che in maggio hanno perso più del 10 per cento, Messaggero di Roma, Mattino di Napoli, Gazzettino di Venezia e quasi il 10 per cento il Corriere Adriatico di Ancona. Sono giornali con edizioni on line tra le più ben fatte. Morte per fuoco amico? (Quella del fuoco amico è una spiegazione che si può applicare in parte anche a Repubblica, che ha il sito più bello di tutti). Vanno male un po’ tutti gli ex grandi giornali del Sud, vanno male anche alcuni al Nord, come l’Alto Adige di Bolzano, l’Arena di Verona, l’Eco di Bergamo.

Un po’ meno male invece le testate del Gruppo Monti, Carlino e Nazione, compensate dallo stop della crescita del Giorno che sembrava inarrestabile. Stringe il cuore a guardare i numeri dei giornali sportivi, anche se la Gazzetta dello sport di Cairo perde molto meno dei giornali di Amodei. E dire che con la Juventus uber alles la regola vorrebbe un trionfo per le tirature di Tuttosport. Misteri del cuore degli sportivi.

Questo il quadro complessivo dei giornali a diffusione nazionale:

Quotidiani
nazionali
Vendite  maggio 2018 Vendite  aprile 2018 Vendite
maggio 2017
Il Corriere della Sera 191.062 190.857 195.990
La Repubblica 153.009 152.040 170.406
La Stampa 108.263 109.096 116.191
Il Giornale 52.912 52.329 55.726
Il Sole 24 Ore 46.623 46.268 50.129
Il Fatto Quotidiano 35.771 33.337 34.943
Italia Oggi 24.180 17.969 28.736
Libero 24.100 23.025 23.060
Avvenire 21.091 21.975 20.414
Il Manifesto 8.039 7.897 8.504
La Verità  19.766 19.375 21.751

Queste le vendite dei giornali locali. Nella tabella li ordiniamo per numero di copie vendute.

Quotidiani
locali
Vendite  maggio 2018 Vendite   aprile 2018 Vendite  maggio 2017
Il Resto del Carlino 86.990 86.875 92.830
Il Messaggero 78.029 78.068 86.898
La Nazione 63.157 62.885 67.495
Il Gazzettino 40.853 40.641 45.786
Il Secolo XIX 37.343 38.572 40.877
Il Tirreno 34.290 34.850 38.538
L’Unione Sarda 33.979 33.825 36.171
Messaggero Veneto 36.192 35.801 36.424
Il Giorno 39.767 39.583 42.765
Nuova Sardegna 30.611 30.098 31.982
Il Mattino 27.387 27.589 30.905
L’Arena di Verona 20.595 21.310 22.809
L’Eco di Bergamo 20.760 21.160 22.481
La Gazzetta del Sud 18.612 18.795 20.700
Il Giornale di Vicenza 19.080 19.312 20.865
Il Piccolo 19.138 19.285 20.497
La Provincia (Co-Lc-So) 16.972 17.224 18.502
Il Giornale di Brescia 17.516 18.018 19.015
Gazzetta del Mezzogiorno 17.247 17.206 18.693
Libertà 16.624 16.938 17.699
La Gazzetta di Parma 16.309 16.515 17.755
Il Mattino di Padova 16.192 16.492 17.425
La Gazzetta di Mantova 15.582 15.927 16.671
Il Giornale di Sicilia 12.790 12.899 14.467
La Sicilia 14.417 14.401 15.608
La Provincia di Cremona 11.808 12.232 12.861
Il Centro 11.502 11.042 12.055
Il Tempo 13.428 13.733 14.641
La Provincia Pavese 10.652 10.737 11.596
Alto Adige-Trentino 9.051 9.151 10.170
L’Adige 11.584 11.587 11.832
La Nuova Venezia 7.905 8.037 7.703
La Tribuna di Treviso 9.812 9.976 10.839
Nuovo Quot. di Puglia 8.826 8.987 9.775
Corriere Adriatico 12.191 12.137 13.237
Corriere dell’Umbria 9.162 9.278 9.907
La Gazzetta di Reggio 7.971 8.016 8.526
La Gazzetta di Modena 6.913 6.976 7.441
La Nuova Ferrara 5.878 5.856 6.539
Quotidiano del Sud 5.093 5.071 6.089
Corriere delle Alpi 4.378 4.574 4.448
Quotidiano di Sicilia 6.997 6.903 4.703
Il Telegrafo 1.485 1.189 ——

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi
Vendite    maggio 2018 Vendite aprile 2018 Vendite
maggio 2017
Gazzetta dello Sport Lunedì 167.210 158.335 176.618
Gazzetta dello Sport 137.123 137.445 148.855
Corriere dello Sport Lunedì 83.386 88.852 112.711
Corriere dello Sport 69.671 72.086 83.213
Tuttosport Lunedì 63.233 51.854 71.961
Tuttosport 47.833 45.529 57.227

Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.