Dieselgate. Fermato Rupert Stadler, il numero 1 di Audi: “Rischio occultamento delle prove”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 giugno 2018 11:30 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2018 11:55
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Dieselgate: fermato Rupert Stadler, il numero 1 di Audi

ROMA – Il ceo dell’Audi Rupert Stadler è stato fermato e preso in custodia dalla polizia. Lo ha reso noto l’ufficio del pubblico ministero di Monaco, che a fine maggio, aveva accusato Stadler e un altro membro del comitato esecutivo, di “frode”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il pubblico ministero ritiene che vi sia un “rischio di occultamento delle prove” che giustifica l’arresto. Stadler è indagato nell’ambito del dieselgate.

Il manager è indagato nell’ambito del dieselgate e la scorsa settimana il suo appartamento, e quello di un altro manager della società automobilistica, era stato perquisito dalle autorità tedesche.

Due sedi di Audi sono già state oggetto di perquisizioni all’inizio di febbraio ma questa novità rappresenta un ulteriore passo avanti importante nella vicenda. Nel mirino della procura diversi manager della società accusati di frode e falsificazione di atti pubblici.

Attualmente nell’ambito del Dieselgate sono sotto inchiesta l’ex amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, e il suo successore Martin Muller, oltre che l’attuale capo del consiglio di sorveglianza del gruppo, Hans Dieter Poetsch, e l’attuale ceo di Volkswagen, Herbert Diess. Lo scandalo è esploso nel settembre del 2015, dopo che l’Agenzia ambientale degli Stati Uniti (Epa) ha accusato Volkswagen di aver equipaggiato 11 milioni di auto diesel, di cui circa 600mila negli Stati Uniti, con un software in grado di truccare il risultato dei testi anti-inquinamento e di occultamento delle emissioni fino a 40 volte gli standard consentiti.