Torna Vasco Rossi con “il manifesto futurista della nuova umanità”

Pubblicato il 24 Marzo 2011 20:24 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 20:55

Vasco Rossi (foto Alessandro La Rocca / LaPresse)

MILANO – Con il nuovo album ‘Vivere o niente’ Vasco Rossi tratteggia il ‘manifesto futurista della nuova umanita”, brano simbolo del suo sedicesimo lavoro di studio, in uscita il prossimo 29 marzo.

Da cantautore esperto, premette che il manifesto è ”un gioco ironico”, ma poi spiega nei dettagli chi è per lui l’ ”uomo nuovo di oggi, che non crede più alle verità eterne perché la scienza ci ha dimostrato che tutto evolve e che sono verita’ fino a prova contraria”.

Questa consapevolezza, per lui, ”è lo strumento più adatto ad affrontare il mondo di oggi”. Fatto salvo il ”rispetto per chi ha fede”, Vasco pensa che ”è una grande illusione che esista un creatore e che la vita sia un dono, mentre la natura nasce da sola e la scienza – nuova religione – ci dice che la vita non è un dono ma un caso”.

Attenzione però, questo non significa, avverte il titolo dell’album, che la vita vada presa alla leggera, anzi, la mancanza di fede determina il fatto che ”l’uomo si prende le sue responsabilita”’, conscio che ”e’ lui il vero miracolo della natura”.

”Senza più la grande illusione che ha portato avanti l’umanita’ – argomenta il vate di Zocca – devo cominciare a darmi un codice, un sistema di valori basati sul fatto che sono responsabile di cio’ che faccio, devo rispettare la vita finche’ lei mi rispetta e devo avere anche un po’ di coraggio”. Anche quello di fare i conti con la propria meta’ oscura, una volta assodato che ”il diavolo non esiste se non dentro di noi e che gli errori sono solo nostri”.

Per questo, il primo comandamento del Vasco-manifesto e’ il ”rispetto di se stessi, da cui nasce tutto”. Perche’ poi si puo’ decidere se avere una ‘vita spericolata’ o ‘stare per dei mesi appesi ad un aquilone’, come racconta uno dei brani piu’ ispirati del nuovo album. L’importante e’ porsi sempre di fronte all’aut aut ‘vivere o niente’ perche’ ”o affronti la vita cosi’ com’e’, senza pensare che sia sicura e garantita, e la affronti con un po’ di coraggio, o e’ meglio lasciar perdere”. Fatto salvo il diritto di ”scegliere io quando mettere fine a questa straordinaria esperienza, se non merita piu’ di essere vissuta”. Lui, che si presenta all’incontro con la stampa dicendo ‘sembrava la fine del mondo e invece sono qua’, come l’incipit del singolo ‘Eh..gia”, racconta che di arrivare a 59 anni proprio non ci pensava da giovane: ”a 35 anni pensavo di bruciare tutto, non credevo che sarei mai arrivato all’eta’ di mio padre, ho sempre pensato che sarei finito presto, forse non avrei scritto ciò che ho scritto”. Parole dette anche ”alla faccia di chi mi ha sputato in faccia per 10 anni negli anni 80”.

Quelle accuse di aver inneggiato all’uso di droga, ancora bruciano a Vasco, tanto che, descrivendo la copertina dell’album, dove interpreta il ruolo dell’artista in fuga ”dal conservatorismo, dall’omologazione, dai poteri che non lo vogliono far parlare, dalle forze che lo vogliono bloccare, controllare”, ricorda che ”l’artista racconta la realta’ senza strumentalizzarla”. Ma è sempre all”altra metàdel cielo’ che pensa, alla ”paranoia pazzesca che avete per la cellulite e noi invece non sappiamo nemmeno cos’è”, ma anche a colleghe come Patty Pravo e Noemi, per cui ha scritto ‘Dimmi che non vuoi morire’ e ‘Vuoto a perdere’, e Fiorella Mannoia, per cui anticipa di essere riuscito finalmente a scrivere un brano insieme a Gaetano Curreri, ”anche se lei ancora non lo sa”. Le donne, che sono le sue fan piùfedeli, potranno rivedere Vasco dal vivo, quest’estate, sui palchi che piu’ gli appartengono, l’11 giugno all’Heineken Jammin festival, e il 16, 17, 21 e 22 giugno a San Siro, per quattro date di una ”festa di comunione e liberazione” che si preannunciano già sold out.