Calcio sì ma come? Stadi vuoti, partite notturne, caldo torrido estivo. Agnelli al Governo: Riaprite gli stadi

di Bruno Tucci
Pubblicato il 31 Maggio 2020 14:10 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2020 14:10
Calcio sì ma come? Stadi vuoti, partite notturne, caldo torrido estivo. Agnelli al Governo: Riaprite gli stadi

Calcio sì ma come? Stadi vuoti, partite notturne, caldo torrido estivo. Agnelli al Governo: Riaprite gli stadi. Nella foto Ansa, la Juventus in campo

Calcio si, ma di che calcio parliamo? Alla fine, il business ha avuto la meglio su qualsiasi altra opinione. Gli affari vincono sempre come dimostra il campionato di calcio che riprenderà il 20 giugno. Con un’anteprima rappresentata dalla Coppa Italia che avrà la sua vetrina con sette giorni di anticipo.

Insomma, di fronte al dio denaro ogni ostacolo è stato superato e, nonostante le riserve personali, il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora, ha dovuto dire sì al football giocato. Ricordate il refrain che accompagnò i campionati del mondo del 1990? “Notti magiche”, cantava a tutta voce Gianna Nannini. Saranno le stesse quelle che vivremo in piena estate? Probabilmente, anzi sicuramente no.

Per tre motivi. Il primo, il fattore campo. E’ inutile che vi diciamo quale sia l’importanza di disputare una partita fra le mura amiche o in trasferta. Il pubblico, spesso e volentieri, è il dodicesimo giocatore con le curve scatenate e pronte a sostenere i propri beniamini sempre e comunque. Tutto questo non ci sarà perché, a causa del coronavirus, lo spettacolo sarà a porte chiuse, cioè con gli stadi vuoti e silenziosi.

Secondo, gli orari. Mai più partite nel pomeriggio, il fischio d’inizio sarà alle 21,30, tranne rarissime eccezioni.

Terzo, ma non ultimo, il caldo. Quando il termometro salirà oltre i 30-35 gradi sarà difficile che gli atleti in campo possano dare quel che è nelle loro possibilità.

“D’altronde”, spiega Gabriele Gravina, il presidente della Federcalcio, “tra le cinque big d’Europa, l’Italia non poteva rimanere estranea alla ripartenza”. Dimenticando forse o sottovalutando quel che ha patito il nostro Paese (con gli italiani in prima fila) nei mesi passati.

Continua Gravina: “Abbiamo dimostrato grande coerenza e il calcio ne esce rafforzato”. Da che e da che cosa? Forse per aver messo in un angolo “cialtroni e mecenati”, citiamo ancora le parole del presidente?  

Deve essere stata una partita difficilissima quella che si è disputata in un campo diverso dal rettangolo verde caro al football. In questo mondo così variegato si scontrano correnti e correntine perché il piatto è ricco e nessuno vuole mollare la preda.

Per farla breve, ci sono stati vincitori e sconfitti e il campionato in sei settimane dovrà disputare 124 gare (avete letto bene 124). Allora, che calcio sarà? Un solo aggettivo: sconosciuto.

Su questo non ci sono dubbi. Il pubblico sarà solo dinanzi alla tv tranne le troupes che accompagnano le squadre. Il tifo sarà lontano e i giocatori non sentiranno la spinta dei propri sostenitori. Un gol non sarà accompagnato da quella festa che è tipica di una equipe che riesce ad andare in rete. Insomma, sarà uno spettacolo diverso da quello che siamo abituati a vedere.

Più divertente? No, di certo. Tanto è vero che Andrea Agnelli, il presidente della “vecchia signora” (leggi Juventus) si è affrettato a chiedere alla politica: “Se tutto andrà bene, a metà luglio riaprite gli stadi”.

Il calcio, quello vero, si gioca così. Con le gradinate piene, gli striscioni, i vessilli e gli sfottò tra gli appassionati dell’una o dell’altra squadra.