Famiglia di fatto, mancano leggi: decidono i giudici, servono regole comuni

di Simona Napolitani
Pubblicato il 17 Giugno 2015 - 07:17| Aggiornato il 26 Febbraio 2020 OLTRE 6 MESI FA
Famiglia di fatto, mancano leggi: decidono i giudici, servono regole comuni

Famiglia di fatto, mancano leggi: decidono i giudici, servono regole comuni

ROMA – E’ da tempo che la giurisprudenza in Italia si sostituisce al legislatore rispetto a temi sensibili, possiamo ad esempio ricordare i recenti interventi dei giudici in materia di famiglia di fatto, di fecondazione assistita, di patti prematrimoniali o sulle unioni omosessuali. Argomenti etici che riguardano la società civile e sui quali purtroppo si sente l’assenza di un sano e competente intervento normativo.

Possiamo mettere in evidenza una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha espresso importanti principi sulla famiglia (che vanno anche oltre la famiglia di fatto). Ritengo sia importante riportare l’attenzione sulla famiglia perchè costituisce la cellula primaria della nostra società e dovrebbe, quindi, essere portatrice di valori fondanti di una sana cultura. La famiglia deve consentire una crescita equilibrata dei minori, che, a loro volta, costituiranno le generazioni future sulle quali occorrerebbe investire per dare spazio ad una società migliore.

Sarebbe importante insegnare, sin dai banchi di scuola, come costruire sane relazioni familiari, quali sono i valori primari da portare avanti nella vita, i principi in cui credere, come realmente si porta avanti una relazione amorosa, sia essa con un partner, con un figlio o con un genitore. I giudici di legittimità descrivono “la famiglia come portatrice di valori di stretta solidarietà, di arricchimento e sviluppo della personalistà di ogni componente, e di educazione e istruzione dei figli.

In tal senso si rinviene, seppur indirettamente, nella stessa Carta  Costituzionale, una possibile garanzia per la famiglia di fatto, quale formazione sociale in cui si svolge la personalita’ dell’individuo, ai sensi dell’art. 2 della Costituzione”. Secondo i giudici la famiglia di fatto assume una rilevanza giuridica quando acquisisce i connotati di stabilità e continuità, quando “i conviventi elaborino un progetto e un modello di vita in comune, basata su un potenziamento reciproco della personalità dei conviventi, e trasmissione dei valori educativi ai figli (non si deve dimenticare che obblighi e diritti dei genitori nei confronti dei figli sono assolutamente identici, ai sensi dell’art. 30 della costituzione, sia in ambito matrimoniale, sia al di fuori del matrimonio, e tale identità di posizione è oggi pienamente ribadita e assicurata dalla recente riforma della filiazione del 2012/2013)”.

Sulla base di tali principi, sempre secondo la giurisprudenza “la mera convivenza si trasforma in una vera e propria famiglia di fatto”.  Comunque, a prescindere dalla identificazione degli elementi che connotano la famiglia di fatto, possiamo senz’altro evidenziare come ciascun nucleo di due o più persone, sia esso basato sul matrimonio o su una stabile convivenza, deve imparare ad essere portatore dei valori fondamentali, sanciti dalla nostra Costituzione.

Speriamo che questi principi possano entrare a far parte di una cultura comune, vuoi per essere stata indotta da un intervento giurisprudenziale, vuoi da un auspicabile intervento del nostro legislatore.