Pensioni. Inpgi, Camporese non si dimette: per i giornalisti non valgono le regole pretese dagli altri

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 3 agosto 2015 10:03 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2015 10:13
Pensioni. Camporese non si dimette dall'Inpgi: per i giornalisti non valgono le regole pretese dagli altri

Andrea Camporese non si dimette da presidente dell’Inpgi. Per i giornalisti non valgono le regole pretese dagli altri

ROMA – Le pensioni dei giornalisti e la riforma del loro istituto di previdenza Inpgi, sono al centro di aspre polemiche. Ho raccolto e pubblicato sul mio blog  le notizie e gli interventi che hanno segnato il dibattito. Ne offro qui una sintesi, in ordine cronologico dal più più recente, con i relartivi link di rinvio.

1. PENSIONI. Paolo Mastromo v. Alessandra Costante (Fnsi Liguria): “Vuoi il mio parere sui “soldi”, giacché alla fine è solo e sempre sui SOLDI che si va a finire? Bene, ecco il mio parere (personalissimo, non pretendo che altri colleghi lo condividano): che L’Inps si prenda il doppio del contributo che oggi ci chiede l’Inpgi, e ci assorba. E che l’Inpgi con la sua sciagurata gestione chiuda i battenti. E non ci sia più nessuno che faccia lo splendido e dia lezioni di etica con i soldi degli altri. E vadano avanti le inchieste e i processi; e chi deve pagare paghi”. 

2. INPGI, MILIONI DI EURO PERSI IN DUE VICENDE IMMOBILIARI. “INPGI FUTURO” CHIEDE CHIAREZZA. 

3. EX FISSA – TRIONFALE comunicato del direttore generale dell’Inpgi: “Stiamo stravincendo (18 vittorie contro una sola sconfitta) contro i giornalisti, che chiedono l’immediato pagamento della indennità”. Ma la motivazione della sentenza romana pubblicata il 29 luglio è un precedente che inquieta perchè l’Istituto, secondo il tribunale, non ha esercitato alcuna  adeguata pressione sulla Fieg al fine del reperimento dei mezzi finanziari. Sul sito ufficiale dell’Istituto pubblicata una apposita sezione dedicata alla speciale indennità contrattuale.

4. EX FISSA. Molto delicata la posizione di amministratori ed ex amministratori di Inpgi dopo il deposito della sentenza di primo grado del giudice del lavoro di Roma, Dario Conte, con la quale lo stesso Inpgi è stato condannato a pagare l’ex fissa ad un ex inviato del Messaggero. Molto delicata perché il giudice del lavoro di Roma in sentenza scrive di colpa grave da parte degli organi di Inpgi preposti alla sorveglianza della liquidità del Fondo ex fissa. Il giudice afferma che “ è nulla la clausola di esonero dell’Istituto dall’obbligazione ai pagamenti per mera ragione di illiquidita’”. Nulla “ per violazione dell’articolo 1229 comma 1 del codice civile che vuole nulle le clausole di esonero da responsabilità per dolo o colpa grave”. – di Francesco M. de Bonis. 

5. INPGI. 29 luglio 2015.  SEMINARIO DI VENEZIA DEL “GRUPPO SINDACALE DI FIUGGI”. EDMONDO RHOo Rho (Cda dell’Istituto) interviene con un corposo discorso degno del grande inviato di Panorama (“INPGI, RIFORMARE PER GARANTIRE IL FUTURO DEI GIORNALISTI”), e smentendo l’adorato presidente Andrea Camporese & C. e sommando arbitrariamente le riserve (gonfiate) di Inpgi/1 e quelle di Inpgi/2 proclama con tono solenne: “Come ho già avuto modo di scrivere anche in passato, le nostre pensioni sono al sicuro”. Chi ha ragione? Dobbiamo festeggiare? Ma c’è di più: Rho ammicca a Tito Boeri e al Jobs Act (cococo giornalisti da abolire) e annuncia: prepensionati a 61 anni con 25 anni di contributi, stretta su cigs/ammortizzatori sociali/giornalisti parlamentari. Insomma andiamo incontro a un Inpgi “targato Inps”: così la casta al potere spera di rimanere avvinghiata alle cadreghe (e Rho di succedere a Camporese, bruciando Marina Macelloni al fotofinish). 

6. EX-FISSA. Tribunale del lavoro di Roma. Duro atto di accusa all’Inpgi nella motivazione della sentenza. L’Istituto condannato a pagare ad un ex inviato speciale del Messaggero 81.460 euro oltre agli interessi del 5 per cento annuo dalla data del suo pensionamento, il primo febbraio 2013, e assieme alla Fnsi 7.000 euro per spese e onorari. L’Inpgi non era e non è un mero gestore del Fondo ex fissa. Così come la clausola all’articolo 6 del regolamento del Fondo che esonerebbe l’Istituto dai pagamenti per ragioni di mera illiquidità, appare nulla per violazione dell’articolo 1229 (co.1) del Codice civile che vuole nulle le clausole di esonero da responsabilità per dolo e colpa grave. Nel caso dell’Inpgi saremmo di fronte ad una colpa grave per non aver l’Istituto attivato quanto previsto da regolamento e convenzione per dotarsi della liquidità necessaria al pagamento delle ex fisse. In sostanza nessuna pressione sulla Fieg perché fornisse i mezzi finanziari. – di Francesco M. de Bonis.

6. ROBERTO CARELLA (Cda dell’Inpgi) spiega perché non ha votato la manovra: “Volevo che la delibera non comprendesse la tassazione delle pensioni già in essere (ferme da ben 4 anni a causa del blocco della perequazione). Considero la delibera errata e contra legem, un atto arbitrario. Imporre prelievi o contributi spetta solo al Parlamento. L’Inpgi non ha il potere di tassare le pensioni pregresse. Prevedo molti ricorsi da parte dei pensionati”. – di Roberto Carella, fiduciario regionale Fvg e consigliere d’amministrazione dell’Inpgi. 

7. INPGI: “Rispettate come sempre le procedure previste da leggi e regolamenti”. Firmato: Mimma Iorio direttore generale (che risponde alle critiche di “Unità sindacale/Fnsi” sui 100 mln di titoli ceduti dall’ente per far cassa). La replica di Puntoeacapo: “Restano i dubbi sulla procedura”.

8. Ritocchi positivi minimi, stretta sulla disoccupazione, penalizzazione per i redditi più alti: quello che sappiamo della (possibile) riforma Inpgi – di Daniela Stigliano/Giunta Esecutiva Fnsi.

9. Giornalisti. CdA dell’INPGI. IL GOVERNO SI SPACCA. La riforma passa con 9 sì (otto esponenti della maggioranza della Fnsi + Andrea Mancinelli l’uomo di Palazzo Chigi), due no (Punto e a capo-INPGI FUTURO), l’astensione della rappresentante del Ministero del Lavoro, Fiorella Kostoris, che ha definito “anticostituzionale” il “contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della gestione previdenziale” (che avrà una durata temporanea di 5 anni dalla data di approvazione dei Ministeri vigilanti). Assenti i due rappresentanti della Fieg e un consigliere giornalista. Franco Abruzzo (presidente di Unpit): “La battaglia comincia ora. I giornalisti pensionati non si lasceranno massacrare da sedicenti Robin Hood. Ci saranno risvolti in tutte le sedi. I giornalisti pensionati frattanto farebbero bene ad abbandonare in massa la Fnsi, un sindacato che ha fatto fallire il Fondo ex fissa e che ora taglia gli assegni di quiescenza. Camporese in sostanza suggerisce a Boeri la strada pericolosa di imporre prelievi anche ai pensionati Inps, ignorando Parlamento, Consulta e Cassazione”. Sarà consentito il riscatto del praticantato anche per i giornalisti che abbiano svolto il tirocinio professionale presso le Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine. IN CODA tutte le misure votate dal Cda. – di Francesco M. de Bonis.

10. L’Inpgi il 27 luglio – in violazione dei giudicati costituzionali e della giurisprudenza costante della Cassazione civile – deciderà di mettere le mani nelle tasche dei suoi pensionati mentre dà un prestito di 12 milioni di euro agli editori per pagare una piccola fetta dell’ex fissa; e regala: 3milioni di euro per garantire una risibile copertura Casagit ai giornalisti autonomi, una mossa elettorale varata senza un bando pubblico in contrasto con la normativa comunitaria; 7,6 milioni alla Sopaf (secondo il Pm Gaetano Ruta); 21mila euro (in più rispetto all’Inps) ai percettori dell’indennità di disoccupazione; 17mila euro in più rispetto all’Inps ai neopensionati. Ma i giornalisti pensionati hanno già dato all’Inpgi 20 milioni per la mancata perequazione e per il prelievo del 6,12 o 18% sugli assegni superiori ai 91.250 euro. Frattanto il presidente Andrea Camporese percepisce una indennità annua di 314mila euro (+45mila euro per la pensione Inpgi/2) contro i 102mila di euro di Tito Boeri (presidente Inps, 17mln di pensionati contro gli 8mila dell’Inpgi). Chi fermerà l’Inpgi? La Procura della Repubblica o i Ministeri vigilanti? Che fanno Covip e Corte dei Conti? Lo scandalo Sopaf farà scattare il commissariamento? – di Francesco M. de Bonis.

11. INPGI – Franco Abruzzo segnala al Governo, alla Corte dei Conti e alla Covip la manovra di Camporese che punta a introdurre prelievi sulle pensioni per via amministrativa, mossa censurata e bocciata ripetutamente dalla Cassazione. Fnsi e Fieg non hanno alcun potere e alcuna delega: possono agire solo sui giornalisti attivi. Leggi e Statuto sono chiari e netti sul punto. “Il ricorso al contributo di solidarietà non rientra nei poteri e nell’autonomia decisionale delle Casse. Gli enti privati – spiega la Cassazione – hanno a disposizione un ventaglio di soluzioni – dall’aumento delle aliquote alla riparametrazione dei coefficienti alla modifica dei criteri di calcolo del trattamento – per garantire l’equilibrio finanziario e per assicurare le prestazioni future”. Pubblichiamo il documento firmato dal presidente dell’Unpit.

12. Riforma Inpgi, la Fieg si smarca: lunedì non voterà il piano di Camporese. Gli editori chiedono di ricevere dati attuariali prospettici sull’impatto delle misure sui futuri bilanci dell’Ente e sulla sostenibilità a medio e lungo termine. 

13. INPGI, IL CDA e I SINDACI il 27/7 SI RIDURRANNO I COMPENSI (del 10%). PUNTOEACAPO: PRIMA MISURA. IL PARADOSSALE CASO del Comitato amministratore di INPGI/2: almeno due dei 5 giornalisti componenti hanno chiesto e ottenuto, in caso di totale assenza di reddito nell’anno precedente, la cifra intera dell’indennità, pari a 43.105 euro; esattamente la somma corrisposta nientemeno che all’attuale vicepresidente vicario Paolo Serventi Longhi. Le proposte di Carlo Chianura. 

14. Raccolta di firme su change.org. Salviamo l’Inpgi. Chiediamo le dimissioni del presidente Andrea Camporese. Per aderire alla campagna promossa dal blog “giornalistimag“, clicca qui.

15. RIFORMA PENSIONI INPGI: GLI STRAVOLGIMENTI STATUTARI E LE GRAVI DIMENTICANZE CONTENUTI NEL DOCUMENTO DELLA GIUNTA FNSI. E a che titolo l’INPGI vorrebbe ora tagliare le pensioni in corso di pagamento visto che il suo unico obbligo statutario e istituzionale é, invece, solo quello di pagarle, e visto anche che la Cassazione e la Corte Costituzionale con tutta una serie di decisioni conformi hanno in casi analoghi bocciato questa possibilità di taglio? – di Francesco M. de Bonis .

16. Articolo del Corriere della Sera suona come un monito per il CdA dell’Inpgi governato da personaggi demagogici (immagini sfuocate di Robin Hood: “Rubo ai ricchi per dare ai poveri”) che vogliono premiare – con i soldi di quanti hanno versato per decenni contributi “d’oro” – chi ha un assegno basso figlio spesso di evasione, sommerso ed elusione. – TAGLI ALLE PENSIONI. ATTENTI A RISPETTARE IL PRINCIPIO DI EQUITÀ. Lotta alla povertà/La proposta del presidente dell’Inps di trasferire reddito da chi ha pagato tanti contributi a chi ha versato meno presenta delle debolezze. Pensioni basse in un ciclo favorevole (1976/2007) significano evasione, elusione e sommerso. – di Alessandra Del Boca* e Antonietta Mundo**/Corriere della Sera 25.7.2015.

17. INPGI E INCREMENTO DELLE ENTRATE. OBIETTIVO REALISTICO E POSSIBILE. Le speranze legate agli Uffici Stampa: da 3 a 4mila giornalisti attendono la regolarizzazione previdenziale con il passaggio dall’Inps all’Inpgi/1. E’ un obbligo di legge. Nei primi sei mesi del 2015 recuperate le posizioni di 19 giornalisti utilizzati come comunicatori in grandi aziende private, banche, enti locali e multinazionali. Coinvolti grandi nomi come Fiat Chrysler, Mercedes, Porsche e Volkswagen. In questo caso i contributi versati dalle aziende non editoriali vengono subito direttamente travasati dall’INPS all’INPGI/1 senza interessi, né sanzioni, nè vertenze legali. I giornalisti occupati come addetti stampa si facciano parte attiva: chiedano il passaggio all’Inpgi/1. Non corrono alcun rischio e le loro aziende spendono qualcosa in meno come oneri sociali. L’Istituto ha appena 18 ispettori (15 dislocati a Roma e 3 a Milano). Sindacati e Ordini regionali si sveglino e facciano una campagna informativa efficace e capillare.- di Francesco M. De Bonis.

 18. INPGI E FONDO IMMOBILIARE. La minaccia più seria per la stabilità finanziaria dell’Istituto viene dal Fondo immobiliare che è stato creato e dalla sua valutazione. Ritengo che ogni forma di plusvalenza contabile che è stata ottenuta dalla rivalutazione degli immobili conferiti al Fondo sia foriera di possibili pesantissime minusvalenze future se, al momento di una eventuale cessione, si verificasse che per condizioni di mercato o per altri motivi quei valori non fossero allineati a quelli che uno o più compratori fossero disposti a pagare. – lettera di NICOLA BORZI.

19. INPGI – L’Istituto rischia il fallimento e i giornalisti rischiano la pensione senza una svolta radicale della loro cassa previdenza – Tra scandali e conti in rosso è ora di rottamare il presidente Camporese che accusava di allarmismo chi evidenziava la fragilità dell’Inpgi che ha uno squilibrio di 102 milioni tra contributi e prestazioni. Non sembra credibile che a gestire questa fase di sacrifici sia lo stesso Consiglio che ha portato al disastro o lo stesso presidente che finora non ha nemmeno sentito il dovere morale di autoridursi lo stipendio. Quindi occorrono le dimissioni di tutto il Consiglio e soprattutto una riforma della governance con la diminuzione del ruolo del sindacato e la possibilità di affidare la guida dell’ Istituto non a commissari governativi, ma a soggetti esterni professionalmente esperti del settore. Al buco di bilancio si è potuto far fronte solo con una plusvalenza fittizia realizzata con il passaggio di immobili di proprietà dell’ente ad un apposito fondo di gestione di cui l’Istituto detiene le quote. Insomma una operazione di ingegneria finanziaria che solo sulla carta elimina il pauroso buco di bilancio. In ogni caso è consigliabile per tutti, anche per i non esperti della materia, leggere la relazione 2015 della dei Conti sull’Inpgi. – di ERNESTO AUCI direttore di firstonlineirstonline , già direttore de Il Sole 24 Ore.

20. INPGI. Convegno di Puntoeacapo – “Nonostante la manovra – ha detto Carlo Chianura (CdA della Fondazione) – i calcoli dell’attuario indicano un azzeramento del patrimonio in trent’anni. Nel mirino c’è in particolare una parte della proposta, prevista dalla manovra che l’Inpgi approverà il 27 luglio, per correggere i conti: quella di applicare un prelievo di solidarietà che varia dallo 0,5 all’ 1,5% sulle pensioni oggi erogate. L’Inpgi esiste per pagare non per tagliare le pensioni e la solidarietà va fatta su base volontaria – ha detto Chianura – La manovra generale, sulla quale c’è un assenso generale, va approvata rapidamente ma questa parte va stralciata in un provvedimento ad hoc”. Damiano, presidente della commissione lavoro della Camera: una forma di solidarietà è doverosa e possibile solo per le pensioni sopra i 5mila euro netti al mese.

 21. INPGI/Le bugie, le promesse e i falsi ottimismi. Una riforma che soprattutto fomenta la guerra tra generazioni, facendo circolare la voce che sono gli attivi a pagare “le pensioni (presunte) d’oro” dei colleghi. Falso: chi ha la pensione se la è guadagnata con i contributi che ha versato. – di Simona Fossati.