Italia 2020, al timone c’è Conte, nocchiero di nave in gran tempesta. Ma ai tempi di Dante il covid non c’era

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 31 Dicembre 2020 8:34 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2020 16:29
Italia 2020, al timone c'è Conte, nocchiero di nave in gran tempesta. Ma ai tempi di Dante il covid non c'era

Italia 2020, al timone c’è Conte, nocchiero di nave in gran tempesta. Ma ai tempi di Dante il covid non c’era

Italia 2021, bilancio di un ann0 difficile. Il governo Conte 2 – il secondo della 18esima legislatura – è in sella dal 5 settembre 2019. Da allora rogne, infortuni, soprattutto il coronavirus.

Il flagello Covid ha prodotto un fallimento sanitario ed un disastro economico. Lo strombazzato “modello italiano” ha fatto “vittime e danni.

Un governo di struzzi che ha nascosto la testa per non ammettere gli errori” lo ha definito Luca Ricolfi, sociologo e accademico. Vediamo l’elenco di fatti e misfatti. Decisioni tardive (spesso contraddittorie), inerzia, promesse al vento, duelli col fuoco amico (Renzi su tutti), il finto regalo della riforma dei collegi elettorali, il peggioramento del saldo di bilancio, la telenovela del Mes, il fallimento del reddito di cittadinanza, la raffica dei Dpcm (con cui Giuseppi governa da marzo limitando drasticamente la libertà dei cittadini). 

TRE SFIDE, SEI MISSION PER L’ITALIA

Il governo ha di fronte l’Everest. Tre sfide immediate (ristori, scuole, vaccinazioni). E tre mission con i miliardi (209) del Recovery Fund. Fu approvato a luglio dalla Ue per far ripartire l’Europa dopo la pandemia del Coronavirus. Un fondo speciale per il triennio 2021-2023 che sosterrà i nostri progetti di riforma strutturali.

Sei mission per cambiare volto all’ Italia. I campi interessati. Digitalizzazione, innovazione, competitività. Rivoluzione verde, ecologia. Salute. Infrastrutture per la mobilità (alta velocità, strade). Istruzione, formazione, ricerca, cultura. Equità sociale.

Quasi pronti 52 progetti

Ma nell’immediato c’è l’impegno ristori ( indennizzi ai commmercianti ) assunto a fine ottobre. C’è la riapertura delle scuole in sicurezza.C’è da attuare il complesso piano vaccinazioni decollato il 27 dicembre, ricco di incognite, diffidenze. Dice Conte: “Se falliamo, andiamo a casa con ignominia “. Cioè con grave disonore. Una “vergogna infamante”, precisa il dizionario. D’accordo.

BUFERA CONTINUA IN  ITALIA

Le rogne sono come le ciliegie: una tira l’altra. Il catalogo 2020 in Italia è un volumone. Dentro c’è di tuttto. Autostrade (accordo coi Benetton sembra scritto sulla sabbia). Ilva Taranto (3.500 in cassa integrazione straordinaria su 8.200 lavoratori ). Il calvario Alitalia (voragine di debiti). L’ eterno duello con Renzi. Nuovi decreti e nuove strette-

La battaglia del Mes (Meccanismo europeo di stabilità), fonte di scetticismo e di contrasti con gli alleati. Lockdown a singhiozzo. Il via libera alle trivelle. Legge di bilancio mai così in ritardo. Le pmi che hanno perso 420 miliardi in dodici mesi (mentre Amazon&C volano con un +17%). Il blocco degli sfratti che colpisce il risparmio, disincentiva ogni iniziativa, accresce l’incertezza.

E la lotteria degli scontrini? Perbacco slitta di un mese.Un negozio su due non è pronto. E i malumori crescono. La pandemia ha messo il turbo solo alla Cina.

SEQUESTRATI & POLEMICHE

Il 2020 sarà ricordato anche per tre sequestri a lieto fine. I sequestri di Silvia Romano, dei 18 pescatori di Mazara del Vallo e di CHICO Forti. Un’altra rogna per Conte di cui si intravedono già i primi segnali. Turbolenze in vista. La cooperante milanese è rimasta ostaggio 535 giorni. Rapita in Kenia nel novembre 2018 è stata liberata in Somalia il 9 maggio di quest’anno. Stanno emergendo inquietanti retroscena e ingordi mediatori che hanno frenato la liberazione. Le Iene sono già sul pezzo.

I 18 pescatori di Mazara sono stati sequestrati dalle motovedette libiche del generale Haftar il primo settembre e liberati il 17 dicembre dopo una telefonata di Putin. “Mentalmente ci hanno distrutto “ hanno detto i pescatori al loro arrivo in Sicilia. Il nostro governo è stato bacchettato.

Infine CHICO Forti, 61 anni di cui 20 trascorsi in un carcere della Florida con l’accusa (mai dimostrata) di aver ucciso un ragazzo di 20 anni; accusa infondata anche per il fratello della vittima. Siamo alle solite: contiamo poco o nulla.