Regeni, pernacchie d’Egitto. Pescatori siciliani ostaggio di Haftar: mandiamo i corpi speciali a liberarli

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 13 Dicembre 2020 - 07:40 OLTRE 6 MESI FA
Regeni, pernacchie d'Egitto. Pescatori siciliani ostaggio di Haftar: mandiamo i corpi speciali a liberarli

Regeni, pernacchie d’Egitto. Pescatori siciliani ostaggio di Haftar: mandiamo i corpi speciali a liberarli

 Regeni assassinato in Egitto e i pescatori ostaggio della Libia di Haftar sono due facce della stessa medaglia. Sulle due facce la stessa dicitura: L’Italia, umiliata e immobile, non conta più nulla. Se mai ha contato qualcosa.

Il caso Regeni e quello dei 18 pescatori illegalmente sequestrati dalla Libia di Haftar, dimostra una cosa sola: che l’Italia non conta più nulla.

L’Egitto spernacchia la Procura di Roma. Protegge i quattro  militari dei servizi segreti di Al Sisi che hanno torturato e ucciso il povero Giulio, fa spallucce sull’inchiesta (seria,documentata,ineccepibile)  condotta dal Ros dei Carabinieri. Non rivela nemmeno i loro nomi. Ergo rende impossibile la loro estradizione. Comunque il processo si farà. Con o senza di loro. Una sentenza della Corte europea sostiene che il processo è legittimo.

Bisognerà proteggere i testimoni, come ben sanno inquirenti e carabinieri .

Il Governo incassa mestamente

Morale: il nostro sforzo investigativo – peraltro compiuto in un territorio straniero e ostile – è finito a donne di facili costume. L’Italia  intesa come governo italiano) brontola un po’ in favore di telecamere e incassa. Mestamente.

Più umiliante ancora il caso dei 18 pescatori di Mazara del Vallo, sequestrati 105 giorni fa perché avrebbero sconfinato dalle nostre acque territoriali. Per liberarli Al Sisi — impettito per il tappeto rosso che gli ha steso Macron consegnandogli pure la “ Legion d’onore” – ci chiede in cambio di rilasciare quattro ceffi – ex calciatori convertiti allo scafismo – detenuti nelle nostre carceri e condannati a trent’anni per traffico di esseri umani.

Scambio impossibile,vergognoso

E allora? “ Andiamoli a prendere noi i pescatori, mostriamo i muscoli” ha detto monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo dal 2007.
Occorrerebbe un blitz ben fatto. “Intervenire è possibile dopo adeguata preparazione “ ha detto il generale (in pensione) Mario Arpino.

A disposizione abbiamo gli assaltatori “Col Moschin”, gli incursori  del 17^ stormo, persino gli alpini ranger (paracadutisti) del “ Monte  Cervino”. Facciamo qualcosa. Partendo dalla soluzione diplomatica. Di Maio permettendo. Sveglia!