Brexit, quattro ministri si dimettono dopo accordo: governo May a rischio caduta

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 15 Novembre 2018 15:51 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2018 15:51
Brexit, Theresa May a rischio caduta: 4 ministri si dimettono

Brexit, quattro ministri si dimettono dopo accordo: governo May a rischio caduta (Foto archivio Ansa)

LONDRA – Quattro ministri inglesi si sono dimessi e il governo di Theresa May in Gran Bretagna appare sempre di più in difficoltà. Il rischio di un “effetto domino” è sempre più concreto per la May, che ora rischia di assistere alla caduta del suo esecutivo. I primi a rassegnare le loro dimissioni sono stati Dominic Raab, ministro della Brexit, che ha apertamente criticato l’accordo raggiunto con l’Unione europea.

Antonello Guerrera per Repubblica scrive che le dimissioni dei quattro euroscettici mettono a rischio May, soprattutto quelle di Raab che era il caponegoziatore del Regno Unito nelle trattative con l’Ue. “Non posso sostenere l’accordo”, ha scritto l’ormai ex ministro su Twitter sottolineando di non aver apprezzato la soluzione proposta per l’Irlanda del Nord: “Rappresenta una minaccia per l’integrità del Regno Unito”. E con lui ha lasciato anche la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman.

Poi la mattina del 15 novembre sono arrivate anche le dimissioni di Shailesh Vara, ministro dell’Irlanda del Nord, e di Ester McVey, ministro del lavoro. Anche in questo caso il compromesso per l’Irlanda del Nord che prevede una sorta di mercato unico con l’Ue a tempo indeterminato, e che quindi la separerebbe dalla Gran Bretagna, non ha convinto l’ex ministro Vara.   

La McVey invece è sempre stata tra i più critici e non ha riservato buone parole per l’accordo firmato dalla May: “L’accordo di May non rispetta il risultato del referendum del 2016, siamo passati da una situazione per cui nessun accordo era meglio di un cattivo accordo a un’altra per cui un cattivo accordo è meglio di nessun accordo con l’Ue. Io non ci sto”. 

Il premier May dunque è sempre più a rischio sfiducia e anzi l’esecutivo britannico sembra avere ormai le ore contate. Le tre dimissioni di oggi portano a 21 il computo delle uscite di ministri dal governo May negli anni e non è detto che anche questa volta riuscirà a reggere il colpo, soprattutto ora che la Brexit si avvicina con la data fissata al prossimo 29 marzo. Il “no deal” sembra essere un rischio più che reale, con tutte le conseguenze che porterebbe con sé.  

A intervenire in favore della May è stato solo Michel Barnier, caponegoziatore per l’Unione Europea: “Resteremo molto calmi e metodici. La bozza di accordo rappresenta un punto importante di questo lungo negoziato, ma non siamo alla fine della strada. Restano diverse tappe, compresa la ratifica da parte dell’Europarlamento e del Parlamento britannico”.