Mes, Ue rinvia a gennaio 2020. Gualtieri: “Possibile consenso in maggioranza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 0:58 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 8:14
Mes, rinvio a gennaio in Eurogruppo. Gualtieri: Consenso possibile da maggioranza

Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia (Foto archivio ANSA)

BRUXELLES – I ministri dell’Eurogruppo sarebbero d’accordo a rinviare a gennaio 2020 la discussione su alcune parti del Mes, in particolare quella sulle controverse clausole di azione collettiva. E’ quanto si apprende da fonti vicine all’Unione europea. Il summit Ue della prossima settimana non dovrebbe quindi prendere una decisione, ma rinvierebbe la palla all’Eurogruppo di gennaio, mentre proseguirebbero i negoziati tecnici.

Non ci sarebbe però consenso a riaprire il testo. Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, ha commentato: “E’ stata una giornata lunga ma positiva, è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali quindi non è finalizzato stasera”. Motivo per cui il testo non dovrebbe avere, secondo il ministro, problemi ad essere approvato dalla maggioranza.

Mes, approvazione rinviata a gennaio

Secondo le fonti non è solo l’Italia ad aver sollevato problemi, ma anche la Francia. In realtà, spiegano, per motivi opposti ed ora servirà tempo per trovare una sintesi e un consenso. La Francia vuole che le clausole di azione collettiva sul debito, quelle che rendono più semplice ottenere l’ok della platea degli azionisti per approvare la ristrutturazione di un debito sovrano, vengano allegate al Trattato per dar loro una valore legale maggiore.

Mentre l’Italia vorrebbe ridiscutere proprio quelle clausole. In particolare, vorrebbe rimettere in discussione il passaggio dal ‘dual limb’ al ‘single limb’ cacs, ovvero dalle attuali regole che richiedono una doppia maggioranza della platea degli azionisti, alle nuove regole che dal 2022 passerebbero ad una maggioranza unica. Ma sarebbe la sola attorno al tavolo a voler riaprire un testo già chiuso, perché sul ‘single limb’ c’era già un accordo a giugno scorso anche dell’Eurosummit.

Si potrebbe quindi negoziare, all’interno del single limb, un meccanismo diverso, ma i ministri non sono entrati nei dettagli, preferendo rinviare tutta la discussione a gennaio, a quanto si apprende dall’ANSA. Resta invece in stallo il fronte Unione bancaria e schema comune di garanzia dei depositi: la Germania non sarebbe disponibile a fare concessioni, al di là della roadmap che ha proposto il mese scorso e che però prevede una diversa assegnazione di rischio ai titoli di Stato in pancia alle banche, questione su cui l’Italia è fortemente contraria.

Centeno: “Non vediamo ragione per cambiare il testo del Mes”

Il rinvio darà modo anche ai Paesi di affrontare le loro discussioni parlamentari. Non è detto che all’Italia basti guadagnare un po’ più di tempo, ma comunque è un risultato per ora perché anche il summit dei leader Ue del 12-13 dicembre non dovrà prendere una decisione definitiva. “C’è una logica di pacchetto, rimaniamo vincolati a questa prospettiva”, fa sapere il premier Giuseppe Conte da Londra, rassicurando ancora una volta che difenderà gli interessi dell’Italia e ribadendo di non vedere rischi.

Ma Matteo Salvini non arretra: “Da Bruxelles continuano a dire pacchetto chiuso. E Conte dice invece che è aperto. Non mi stupirebbe l’ennesima bugia, bisogna fermare la firma contro qualcosa che è contro l’interesse nazionale”. Il presidenteMario CCenteno, entrando all’Eurogruppo, rende esplicita la posizione comune: “Non vediamo ragione per cambiare il testo” del Mes.

Allo stesso tempo, però, intende andare incontro alle necessità di quei Paesi che hanno bisogno di un ulteriore passaggio in Parlamento: “Il dibattito è in corso, oggi faremo un altro passo importante e poi aggiusteremo le necessità di dibattito che sono presenti” nei nostri Paesi, ha aggiunto, annunciando che la firma del nuovo Trattato avverrà “ad inizio del prossimo anno”.

Non è da considerare un rinvio, spiega. In realtà i tempi si allungherebbero comunque perché la traduzione del testo nelle diverse lingue richiederebbe un paio di mesi. Tempo utile anche per chiarire gli ultimi dettagli tecnici, non solo i dubbi del Parlamento italiano. Per il ministro francese Bruno Le Maire, la firma va fatta il prima possibile, su un accordo che peraltro era già chiuso dopo parecchi mesi di negoziato.

Per il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni, al suo primo Eurogruppo, il Mes non va ritardato. “E’ questo il momento giusto per fare passi avanti” sia sul fondo che sull’Unione bancaria, perché “abbiamo lasciato alle spalle il momento di crisi più difficile e non siamo certi di come si svilupperà la situazione economica nei prossimi anni”. E rassicura gli italiani sulla riforma che “non danneggia né l’Italia né nessuno”.

Gentiloni mette però in guardia sul terzo e ultimo pilastro dell’Unione bancaria, lo schema di assicurazione dei depositi: “Mi auguro che l’avvio della discussione sui depositi bancari (Edis, ndr) sia fatto col piede giusto”. Al momento, infatti, sul tavolo c’è ancora la proposta tedesca che comprende una diversa valutazione del rischio dei titoli di Stato detenuti dalle banche.

Gualtieri: “Giornata positiva, accordo di principio”

Il ministro Gualtieri al termine dell’Eurogruppo ha commentato: “E’ stata una giornata lunga ma positiva, è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali quindi non è finalizzato stasera”. Tre gli obiettivi raggiunti: “la possibilità di una subaggregazione dei titoli” (nell’ambito delle clausole Cacs, ndr), le ipotesi di “condizionalità sul backstop” e “l’eliminazione dalla roadmap a riferimenti al trattamento prudenziale dei titoli sovrani”.

Sulle clausole di azione collettiva l’Italia ha ottenuto “un meccanismo che rende le cosiddette ‘single lib cacs’ più simili alle ‘double limb’, per l’Italia è una cosa importante e questo aspetto richiederà un lavoro aggiuntivo solo dopo il quale sarà possibile la finalizzazione dell’accordo e poi la firma e le procedure di ratifica”, ha spiegato il ministro.

E’ “importante anche che per il backstop sono state respinte tutte le ipotesi di condizionalità, quindi è una condivisione di risorse senza condizionalità, primo caso in Ue”, mentre “sull’Unione bancaria la discussione è stata lunga e difficile, dovremo continuare a lavorare su questo tema, abbiamo ottenuto l’eliminazione dalla roadmap di riferimenti al trattamento prudenziale dei titoli sovrani e quindi il lavoro dovrà continuare”.

La ponderazione dei titoli di Stato “sarebbe stata per noi assolutamente negativa e questo obiettivo è stato raggiunto, assieme alla subaggregazione e a quello di non raggiungere un accordo oggi, cosicché il Parlamento possa esprimersi”, ha concluso.

Gualtieri ha poi concluso: “Io sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza”, e ha definito “demagogia priva di fondamento la campagna di Salvini e della destra”.

Durante la stesura delle conclusioni, l’Italia ha bloccato il negoziato per qualche tempo. “Abbiamo impedito di concludere finché tutti i punti che ritenevamo essenziali fossero stati definiti”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine dell’Eurogruppo.

In particolare sulle clausole di azione collettiva “ho detto con chiarezza che non avrei acconsentito di chiudere finché non si sarebbero esplicitate le condizioni” che poneva l’Italia, e “c’è stato un negoziato intenso”. (Fonte ANSA)