Napoli, davanti al re di Spagna e a Mattarella l’orchestra del San Carlo suona l’inno franchista

di Dini Casali
Pubblicato il 8 maggio 2019 11:39 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 11:39
Napoli, davanti al re di Spagna e a Mattarella l'orchestra del San Carlo suona l'inno franchista

Napoli, davanti al re di Spagna e a Mattarella l’orchestra del San Carlo suona l’inno franchista

ROMA – Felipe VI re di Spagna e il padre Juan Carlos, in piedi e sull’attenti accanto al presidente della Repubblica Mattarella e al suo omologo portoghese Rebelo de Sousa, non hanno fatto una piega: di fronte l’orchestra e il coro del Teatro San Carlo a Napoli stavano suonando l’inno nazionale spagnolo.

Peccato che per l’esecuzione gli orchestrali abbiano scelto la versione franchista della Marcha Real, quella con le parole del poeta José María Pemán che dopo il 1939 fu emendata con quell'”alzate le braccia” al posto dell’originaria fronte per alludere alle braccia tese care al caudillo Francisco Franco.

Una gaffe imperdonabile – prontamente segnalata e criticata sui media spagnoli -, una sciatteria storica che non ha avuto conseguenze immediate per l’aplomb regale dei dignitari spagnoli ma che la diplomazia di Madrid è stata costretta a sottolineare con una nota ufficiale.

Qualcuno addetto al protocollo nell’organizzazione dei lavori del Cotec Europa (organizzazione informale che riunisce Italia, Spagna e Portogallo) deve aver confuso. Forse per eccesso di zelo: nella repubblica spagnola di quell’inno che risale al 1761, infatti, si suona solo la musica, mai le parole. Dietrologie e speculazioni politiche sullo spirito dei tempi a parte, una “burrada sensacional”. (fonte La Repubblica)