Ue litiga su missione Sophia, il ministro Trenta: “Senza accordo valuteremo se uscire”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 agosto 2018 15:27 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 17:14
Ue litiga su missione Sophia, il ministro Trenta: "Senza accordo, valuteremo se uscire"

Ue litiga su missione Sophia, il ministro Trenta: “Senza accordo, valuteremo se uscire”

VIENNA – Sul futuro della missione Sophia l’Unione europea non trova la quadra. Mentre i ministri della Difesa litigano al vertice informale di Vienna, l’Italia alza la voce ma al momento la partita sembra tutta in salita per il nostro Paese che si dice, comunque, pronto a valutare una eventuale uscita in caso di mancata intesa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “Sono delusa – conclude amara la ministra della Difesa Elisabetta Trenta – oggi ho visto che l’Europa non c’è”.

“Nel 2015 – ha detto la ministra alla riunione con i suoi omologhi europei – ci siamo assunti la responsabilità politica di far nascere la missione Sophia. Allora si riteneva che l’azione in acque extra-territoriali sarebbe stata solo una prima fase. Le cose in Libia sono andate diversamente e la presenza di Sophia dura ormai da tre anni. Finora, come Italia, abbiamo da soli accolto tutti i migranti salvati. Questo non è più possibile, lo dico a nome del governo. Occorre cambiare le regole”.

“Per certi versi – ha detto la Trenta – Sophia dimostra che l’Europa sa essere un security provider, ma penso che su Sophia si giochi l’immagine dell’Europa. Siamo aperti a tutti i suggerimenti, che riflettano il concetto secondo cui l’Europa è pronta a rispondere alle sfide che la riguardano. La nostra proposta mira ad introdurre una rotazione dei porti di sbarco e una unità di coordinamento che assegni il porto al Paese competente”.

Nel corso della riunione, in un momento di pausa, la ministra Trenta è stata avvicinata dal ministro francese Florence Parly e da quello tedesco Ursula von der Leyen, che l’hanno ringraziata per i toni moderati del suo intervento e per il senso di responsabilità dimostrato. Lo riferiscono fonti diplomatiche.

Ma sulla proposta italiana, al momento “non c’è ancora accordo“, ha riferito la stessa ministra a chi le domandava se l’Italia uscirà nel caso non si trovi un’intesa. “Tutti condividono l’importanza dell’operazione Sophia, e noi siamo i primi, è chiaro che dovremo fare le nostre considerazioni – ha spiegato – ogni decisione sarà presa col governo ed il premier Giuseppe Conte”.

Meno conciliante è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia”, ha ribadito da Venezia. “Perché non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante. Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese”.

“A luglio e agosto abbiamo discusso alcune proposte” per risolvere la questione delle regole sugli sbarchi della missione Sophia, “incluse proposte di mediazione che ho messo sul tavolo. Fino ad ora non c’è stato consenso, come sapete occorre l’unanimità. Oggi vedrò se c’è spazio e che tipo di spazio, per trovare una risposta. Questo richiede un atteggiamento costruttivo e responsabilità da parte di tutti gli Stati membri”, è l’appello dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini entrando alla riunione dei ministri della Difesa Ue.