Alfano, bocciata mozione sfiducia. Civati vota con Sel-M5s

Pubblicato il 5 novembre 2014 23:18 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 23:18
Alfano, bocciata mozione sfiducia. Civati vota con Sel-M5s

Angelino Alfano in Aula prima del voto sulla sua sfiducia

ROMA – La Camera dei deputati ha respinto la mozione di sfiducia, presentata da Sel e M5S, nei confronti del ministro dell’Interno Angelino Alfano. I voti a favore sono stati 125, i contrari 367.

La votazione è stata palese ed è avvenuta per appello nominale: ciascun deputato ha sfilato davanti al banco della presidenza e ha dichiarato ad alta voce il proprio voto. Fuori dal coro l’esponente della minoranza Pd Pippo Civati che ha votato contro la linea del partito, a fianco di Sel, Cinque Stelle e Lega.

“Una mozione di sfiducia pretestuosa e strumentale è stata letteralmente seppellita da 367 voti”, ha detto Alfano al termine della votazione.

“Li considero – ha aggiunto – 367 voti a favore delle forze dell’ordine e di tutti coloro i quali non hanno voluto strumentalizzare quella brutta giornata”.

Alfano è stato accusato di aver mentito ricostruendo in Parlamento gli eventi che mercoledì 29 ottobre avevano portato agli scontri in piazza Indipendenza a Roma tra le forze dell’ordine ed operai delle Acciaierie di Terni (Ast, gruppo ThyssenKrupp).

Prima del voto, il titolare del Viminale si è difeso in Aula sostenendo che il filmato mandato in onda da Gazebo (il programma di Zoro/Diego Bianchi su Raitre) non smentiva  la sua versione dei fatti sulle cariche a freddo della polizia.

Queste le sue esatte parole:

«La ricostruzione dei fatti accaduti sarebbe stata smentita dal filmato della Rai. Ho studiato a fondo quelle immagini e non contraddicono la ricostruzione dei fatti offerta da me. Faccio presente ai finti distratti che non sono quelle le sole immagini che dopo i fatti sono state diffuse, soprattutto sul web. Altri particolari non secondari sono venute alla luce grazie ai video su Youreporter e Youtube», aggiunge. Se ne evincono «diversità non solo materiali, ma anche politiche: un pugno di poliziotti veniva spintonato da un numero superiore di manifestanti». Quindi «nessuno può smentire la ricostruzione dei fatti operata dalla polizia» e la versione fornita fin da subito alle Camere «non ha bisogno di essere riveduta né corretta».
Quanto alla mozione, secondo il Ministro, «si evoca una nuova linea, un nuovo indirizzo a cui sarebbe ispirata sotto la mia guida la forza di polizia, adombrando indicazioni politiche che avrebbero innescato in occasione di manifestazioni pubbliche comportamenti muscolari nei confronti dei manifestanti e incoraggiato l’uso della forza: respingo decisamente e nella maniera piu’ ferma questa accusa».
L’ipotesi prospettata nella mozione, prosegue Alfano, «non solo è politicamente infondata ma è ingiusta e umiliante nei confronti delle forze di Polizia, ne distorce l’immagine e fa correre pericolosamente l’idea che esse possano prestarsi a disegni strumentali cessando di essere una forza di garanzia al servizio imparziale delle istituzioni repubblicane».