Col senno di poi…2009, quando Grillo voleva iscriversi al Pd e alle primarie

Pubblicato il 27 Febbraio 2013 - 15:02| Aggiornato il 11 Agosto 2022 OLTRE 6 MESI FA

GENOVA – Con il senno di poi…chissà se oggi Beppe Grillo tenterebbe l’iscrizione al Pd, oggi che rifiuta ogni possibile accordo (“inciucio”) col Pd. E chissà, oggi che Grillo ha “purgato” il Pd con una percentuale di voti impensabile fino a pochi mesi fa, se il Pd si permetterebbe di dire “no” proprio a colui che corteggia per avere una maggioranza di governo. Ma, si sa, con i “se” non si fa la Storia figurarsi la politica. A chi è di buona memoria non sfuggirà però che nell’estate del 2009 Beppe Grillo voleva prendere la tessera del Pd. La chiese il 13 luglio alla sezione di Arzachena, in Costa Smeralda, dove versò addirittura la relativa quota, 16 euro. Voleva prendere parte alle primarie del Pd. Ma essendo lui residente a Genova, gli fu risposto che la tessera gli doveva essere rilasciata in Liguria.

Grillo alle primarie Pd. A pensarci ora un connubio che sembra impossibile come un incesto. Ma solo 4 anni fa era possibile, pensabile. Cosa fece allora l’establishment del partito? Gli disse no. Solo il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, si schierò a suo favore e si disse possibilista: ”Se Grillo si impegna a rispettare le regole, come gli altri, perché no?”. Ma l’allora segretario del Pd ligure, Mario Tullo, in accordo con l’establishment nazionale, tagliò corto: ”E’ una provocazione”. A Grillo furono restituiti i 16 euro. Col senno di poi…