Berlusconi teme disfatta. Se sotto 20% lascia Fi a Marina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2014 10:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2014 10:18
Berlusconi teme disfatta. Se sotto 20% lascia Fi a Marina

Silvio Berlusconi (Foto LaPresse)

ROMA – Silvio Berlusconi lancerà Marina in politica se alle elezioni europee Forza Italia scende sotto il 20%. Questo secondo Francesco Bei di Repubblica il “piano B”  di Berlusconi. Un piano smentito dal leader di Forza Italia più volte, ma ormai dalla scena politica nella battaglia tra Matteo Renzi e Beppe Grillo il buon Berlusconi sembra uscito indebolito e ora teme la disfatta più di quanto non voglia ammettere.

Bei scrive su Repubblica:

“«Se andiamo sotto il 20 per cento — ha confidato — potrei lasciare subito e lanciare la sua candidatura ». Chi gli sta vicino prevede già una conferenza stampa, all’indomani del voto, con padre e figlia fianco a fianco per annunciare il cambio al vertice di Forza Italia. Come Renzi per il Pd, anche Marina sarebbe l’ultima carta per ridare slancio a un partito che, al di là della propaganda, appare sempre più smarrito”.

E uno dei dirigenti di Forza Italia in campagna elettorale spiega:

“«Per la prima volta — riflette uno dei dirigenti impegnati in campagna elettorale — a Berlusconi non è riuscito lo schema di trasformare le elezioni in un referendum pro o contro di sé. La campagna è bipolarizzata tra Grillo e Renzi e noi, semplicemente, non ci siamo»”.

I sondaggi poi non sono incoraggianti e il cambio generazionale alla guida di Forza Italia sarebbe necessario:

“«Tutti sanno — osserva Daniela Santanché — che, se Grillo sfonda, salta il banco e Renzi se ne va casa». A quel punto il voto anticipato, magari già ad ottobre, sarebbe inevitabile. Da qui la necessità di “costruire” con un certo anticipo la candidatura di Marina Berlusconi. Sull’esito del voto il pessimismo tra gli azzurri è diffuso. Anche perché il partito, di fatto, è stato smobilitato e i famosi Club, che ne avrebbero dovuto raccogliere il testimone, non hanno avuto il successo immaginato. Senza arrivare ai forzisti più drastici, che li stimano intorno a un migliaio, l’opinione prevalente dei dirigenti di San Lorenzo in Lucina è che quelli «veri» siano circa la metà dei 12 mila previsti”.

Insomma Forza Italia teme il flop e stavolta la dispersione nei partiti di centrodestra più piccoli è alta:

“Stavolta la dispersione è alta, il nuovo centrodestra di Alfano e Lega sono ben oltre la soglia del quattro per cento e anche Fratelli d’Italia ci si avvicina. Insomma, non c’è più quella situazione in cui Forza Italia era il sole e gli altri piccoli satelliti ruotavano intorno. Nel centrodestra si sta verificando un big bang”.

E nella crisi si insinua anche la vicenda di Sandro Bondi, che Berlusconi avrebbe pregato di restare in Senato, ma che già da tempo non sarebbe più vicino al partito:

“Perché sta iniziando a girare la voce che, al posto di Bondi, Berlusconi vorrebbe nominare Maria Rosaria Rossi, la sua onnipresente (e qualcuno dice anche onnipotente) assistente personale. Se così fosse c’è da giurare che scoppierà un altro putiferio tra il cerchio magico e la vecchia guardia. Come se non bastasse ci sono anche rumors che parlano di una mini-scissione del gruppo al Senato all’indomani del voto. Un gruppo di “responsabili” pronto a uscire per dare una mano a Renzi sulle riforme e assicurare il proseguimento della legislatura”.