Berlusconi: “Domani in piazza, è solo l’inizio”. Voto decadenza mercoledì alle 19

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2013 11:10 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2013 15:36
Berlusconi (Foto Lapresse)

Berlusconi (Foto Lapresse)

ROMA – Si inizia dalle 19, appuntamento nell’aula del Senato. Mercoledì 27 novembre sarà il giorno di Berlusconi, con l’aula che, visti i numeri, con ogni probabilità voterà sì alla sua decadenza. Berlusconi non sarà presente. Le votazioni degli ordini del giorno che possono venir presentati in difformità alla relazione della Giunta per le Immunità cominceranno alle 19. Confermata la volontà del Pd e di Letta di votare prima, anche se solo di 24 ore, la legge di stabilità che verrà votata martedì 26 novembre a partire dalle 20,30 e con l’ulteriore blindatura data dalla fiducia.

“Domani scendono in piazza tutti i cittadini che sono fortemente preoccupati per quanto sta accadendo e che hanno a cuore il futuro del nostro Paese e scendono in piazza non per difendere Silvio Berlusconi ma perché hanno a cuore la democrazia del Paese”. Silvio Berlusconi prosegue la sua offensiva mediatica, alla vigilia del voto al Senato sulla decadenza, e sottolinea che la manifestazione sarà “assolutamente pacifica e legittima”. Una implicita risposta alla dura nota de Colle di domenica, accompagnata peraltro dalla promessa che “sarà solo l’inizio”.

Silvio Berlusconi continua a difendersi. Dopo aver presentato, lunedì, le carte che a suo dire proverebbero la sua innocenza sul caso Mediaset, è intervenuto nella trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5 facendo appello ai senatori di Pd e del Movimento 5 stelle: ”Se ci fosse un minimo di indipendenza di giudizio da parte di questi parlamentari rispetto alle indicazioni dei loro partiti, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza” e agire di conseguenza.

Berlusconi spiega che ci sono delle prove “assolute” che provano la sua estraneità ai fatti contestatigli e che ora, con le 12 nuove testimonianze in campo, è automatica la richiesta di revisione del processo che ha emesso una sentenza voluta – dice – da una magistratura di ”estrema sinistra” che ha solo l’obiettivo di ”condannarmi” . E lo ha fatto ora con una sentenza che – aggiunge – ”grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. ”Io sono stato già scagionato se si guarda ai fatti concreti, come hanno accertato i giudici nei precedenti giudizi”. ”Il popolo ha diritto alla democrazia ma non alla via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese per consentire alla sinistra di andare definitivamente al potere”, conclude.