Bonus Inps, Gasparri via nella savana con un pullman i 5 parlamentari,Tridico e i grillini

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 10 Agosto 2020 21:14 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2020 21:14
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Immigrazione: Gasparri, bene Lamorgese che incontrerà anche sindaci piccoli comuni FVG (foto Ansa)

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Bonus Inps, Gasparri: via nella savana con un pullman i 5 parlamentari,Tridico e i grillini (Gasparri nella foto Ansa)

ROMA-  “Occorre un pullman a bordo del quale mettere i cinque parlamentari, il gruppo dirigente grillino, Tridico e il direttore generale dell’Inps, per spedire tutti nella savana”.

E’ la reazione del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri alla vicenda dei parlamentari che avrebbero richiesto il bonus di 600 euro previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio e destinato ad alcune categorie lavoratori autonomi e alle partite IVA trovatisi in difficoltà per l’emergenza Covid.

Si tratterebbe di deputati della Repubblica italiana che, ricordiamo, oltre a uno stipendio di più di 12mila euro mensili godono anche di alcuni benefit come trasporti gratis, spese telefoniche e assistenza sanitaria.

“I famosi cinque deputati– continua Gasparri-  vanno mandati via dal Parlamento- La loro condotta irresponsabile getta discredito sulle istituzioni ed è funzionale alle campagne contro il Parlamento, le istituzioni e la democrazia, che hanno già visto il dilagare di imbecilli nei palazzi del governo.

Insieme ai cinque vanno cacciati il presidente e il direttore generale dell’Inps. L’Istituto è già colpevole del mancato pagamento della cassa integrazione a centinaia di migliaia di lavoratori italiani. Di Tridico e company già da tempo abbiamo chiesto le dimissioni.

Con i cinque vanno cacciati Tridico e compagni. Grazie alla legge voluta in questo testo dai grillini si è potuto realizzare lo scempio. Infatti vanno cacciati anche Di Maio e company che hanno fatto norme che consentono anche a chi non ne ha diritto di ottenere soldi pubblici”

E conclude Gasparri: “Ora devono tirare fuori i nomi perché la scusa della privacy, dopo che hanno fatto emergere la notizia, non regge.”

La vicenda dei parlamentari legata alla richiesta del bonus Inps di 600 euro, fa emergere tutte le falle di una norma dalle buone intenzioni, ma che evidentemente non è stata abbastanza chiara, quanto meno nel vietare il cumulo con altri redditi o benefici.

La norma infatti eroga il bonus Inps a tutti (cioè ad alcune specifiche categorie di lavoratori autonomi e alle partite IVA trovatisi in difficoltà per l’emergenza Covid) senza un tetto reddituale, ma in base alle perdite di fatturato.

Tuttavia, al di là della legittimità- infatti i parlamentari non hannno violato nessuna legge– c’è da domandarsi se è stato opportuno chiedere, seppur legittimamente, risorse destinate a chi non aveva davvero altro reddito che quello da lavoro autonomo.

Ora da ogni parte politica si chiedono i nomi dei parlamentari che sarebbero coinvolti, ma, come riporta l’Ansa, fonti vicine all’istituto di previdenza hanno ricordato che “Le norme sulla privacy non consentono la diffusione degli elenchi dei beneficiari delle prestazioni dell’Inps”.

Sorge però spontanea una domanda: potremmo essere nell’ambito di dati personali che hanno un rilevante interesse pubblico?

Per avere risposta non ci resta che aspettare