Caso Salvini/ L’europarlamentare leghista chiede scusa ai napoletani per il coro razzista, ma loro lo querelano

Pubblicato il 9 Luglio 2009 16:30 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 16:30

Non si è cosparso il capo di cenere, ma le scuse, alla fine, sono arrivate. L’eurodeputato leghista Matteo Salvini, finito nella bufera per i cori da stadio contro i napoletani alla festa del partito a Pontida, ha fatto mea culpa di fronte alle telecamere durante la visita a un campo rom abusivo nella zona sud ovest di Milano. «Se qualche napoletano si è sentito offeso mi scuso», ha detto Salvini.

Che a rinnegare il suo coro non ci pensa nemmeno. Semplicemente le relega alla sola sfera del calcio. «Tutte le persone di buonsenso sanno che la politica è diversa dal calcio – ha continuato il neo-eletto a Strasburgo – E chi ha un minimo di ironia capisce che quello che accade in uno stadio è diverso dalla politica». Salvini ha poi aggiunto: «Non ce l’ho coi napoletani come non ce l’ho con i veronesi, i bergamaschi o gli interisti. A chi non ha capito la mia ironia do appuntamento al prossimo Milan-Napoli».

Peccato però che a quelli che sono ormai stati ribattezzati “comitati anti Salvini” le scuse non bastino. I ragazzi del partenopeo “Comitato contro il parlamentare razzista” hanno indossato le magliette di “Napolimania” con la scritta «Dio creò la Padania poi, accortosi dell’errore, creò la nebbia». E in arrivo c’è anche una querela per diffamazione contro Salvini e i suoi compagni di coro non ancora identificati, e una festa dell’orgoglio napoletano. Se ci sarà un risarcimento danni, poi, la somma andrà in beneficenza ai ragazzi di Scampia.