Cateno De Luca sindaco di Messina: dalle mutande all’Ars all’arresto per evasione fiscale

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 giugno 2018 10:51 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 13:40
Cateno De Luca sindaco di Messina: dalle mutande all'Ars all'arresto per evasione fiscale

Cateno De Luca sindaco di Messina: dalle mutande all’Ars all’arresto per evasione fiscale (Foto Ansa)

MESSINA – Messina ha scelto Cateno De Luca (Udc) come sindaco. L’ex primo cittadino di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva ai ballottaggi ha portato a casa oltre il 65% dei voti, con 30 punti di vantaggio sul rivale Dino Bramanti, sostenuto dal centrodestra. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
“E’ una grande vittoria contro la casta, le consorterie e le lobby politiche che hanno governato la città negli ultimi 30 anni, ha esultato De Luca. È stata una vittoria dei cittadini che hanno detto basta a questo sistema di potere che ha messo in ginocchio Messina, inizia ora una nuova stagione politico amministrativa”.

Il nome di De Luca, in realtà, era già noto da tempo per alcuni atti eclatanti e per certe indagini giudiziarie. Nel 2007 aveva fatto il giro dei giornali la foto di lui in mutande all‘Assemblea regionale della Sicilia: la Bibbia in una mano, un pupazzo di Pinocchio nell’altra, a coprirlo solo una bandiera della Sicilia usata come pareo. L’allora deputato De Luca protestava così contro la decisione dell’allora presidente Micciché di estrometterlo dalla Commissione Bilancio.

Già nel 2006 aveva fatto un altro spogliarello in conferenza stampa, per protestare contro i tagli di fornitura d’acqua alle isole Eolie. Ma il suo nome poco dopo è finito anche in alcune inchieste. Nel 2011, alla fine del suo mandato da sindaco di Fiumedinisi, era stato arrestato insieme al fratello Tindaro, funzionario dello stesso Comune e presidente della Commissione edilizia, per abuso d’ufficio, falso e tentata concussione nell’ambito della gestione degli appalti per la costruzione di un albergo. La Procura chiese cinque anni di carcere, ma nel 2017 arrivò l’assoluzione.

Nello stesso anno De Luca era stato arrestato per evasione fiscale. Un arresto arrivato a poche ore dall’annuncio di volersi candidare come sindaco di Messina. Secondo la Commissione antimafia il suo nome era tra gli “impresentabili” del centrodestra. Dopo la revoca dei domiciliari, sostituita con il divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta, De Luca era tornato in liberà. Fino all’incoronazione a sindaco di Messina.