Come cambia Equitalia: la prima casa non si tocca, più rate per pagare i debiti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2013 9:20 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2013 9:21
Come cambia Equitalia: la prima casa non si tocca, più rate per pagare i debiti

Come cambia Equitalia: la prima casa non si tocca, più rate per pagare i debiti

ROMA – Tempi più “morbidi” per saldare i propri debiti con lo Stato. Prima casa, se non di lusso, non più pignorabile. Ecco come cambia Equitalia secondo le decisioni del consiglio dei ministri che sabato sera ha approvato un apposito decreto. Scrive Marco Mobili sul Sole 24 Ore:

Tra le novità dell’ultima ora spicca soprattutto l’allungamento dei tempi per saldare a rate i debiti con lo Stato. Dalle attuali 72 rate si passa a 120, il che vuol dire che il contribuente in difficoltà economica potrà chiedere a Equitalia di chiudere i propri conti in 10 anni. Non solo. Sui pagamenti a rate sarà anche più difficile decadere dal beneficio. Oggi Equitalia può annullare la dilazione e richiedere il pagamento del debito in unica soluzione se il cittadino o l’impresa non versa due rate consecutive. Con la norma approvata ieri nel corso del Consiglio dei ministri i mancati pagamenti per far scattare la perdita della rateizzazione salgono a 8 (l’ipotesi circolata inizialmente era fissata a 5) e dovranno essere considerati all’interno dell’intero piano di pagamento dilazionato. Altra novità di rilievo è la riduzione dei costi che oggi gravano sui contribuenti per le somme iscritte a ruolo. Dal 30 settembre prossimo, salvo ulteriori modifiche dell’ultima ora, dalla cartella esattoriale scomparirà l’aggio che oggi può arrivare fino all’8% delle somme iscritte a ruolo. La cartella esattoriale sarà gravata solo dai costi fissi e, ovviamente, dagli interessi.

Confermato lo stop agli espropri da parte di Equitalia se l’immobile è l’unico di proprietà del debitore ed è utilizzato come abitazione principale e il debitore stesso vi risiede anagraficamente. Il concessionario della riscossione potrà comunque procedere se la prima casa del debitore rientra tra i beni di lusso che, dopo il Cdm di ieri sono stati individuati nelle ville (A/8) e nei castelli o beni storici e di pregio (A/9). Per tutti gli altri immobili differenti dalla prima casa l’espropriazione immobiliare potrà essere esercitata solo per debiti superiori a 120mila euro (inizialmente si era ipotizzato di elevare l’attuale soglia di 20mila euro a 50mila). Più tutele anche per gli imprenditori. Sui beni strumentali delle imprese il pignoramento potrà riguardare soltanto un quinto quando il valore degli altri beni risulta insufficiente. E rispetto alle regole dettate dal Codice civile il pignoramento del quinto potrà interessare ditte individuali e società riguardare. Inoltre il primo incanto per la vendita di capannoni e macchinari non potrà avvenire prima di 300 giorni. E comunque la custodia dei beni resta in capo all’imprenditore. Infine va segnalato che per il pignoramento del quinto delle pensioni e degli emolumenti, il terzo pignorato dovrà pagare entro 60 giorni e non più entro 15. Inoltre l’esattore non potrà mai più intaccare l’ultimo stipendio o rateo di pensione accreditato sul c/c bancario o postale del debitore che dovrà mantenerne la piena disponibilità.