Manovra, rapporto deficit/Pil all’1,8% nel 2021 per far contenta Bruxelles: c’è l’accordo

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2018 19:21 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2018 8:21
Manovra, rapporto deficit/Pil all'1,8% nel 2021: l'ipotesi per far contenta Bruxelles

Manovra, rapporto deficit/Pil all’1,8% nel 2021: l’ipotesi per far contenta Bruxelles (nella foto Ansa, Giovanni Tria)

ROMA – Il rapporto deficit/Pil al 2,4% nel 2019 scenderà fino all’1,8% nel 2021: il governo giallo-verde ha raggiunto un ulteriore compromesso per placare le ire di Bruxelles, che tanto caos hanno provocato sui mercati e che stanno rallentando i tempi, con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che avrebbe dovuto essere approvata già settimana scorsa.

All’ennesima riunione a Palazzo Chigi hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi e i sottosegretari all’Economia Massimo Garavaglia e Laura Castelli. 

Al centro dell’incontro, che segue quello che si è svolto martedì 2 ottobre, l’aggiornamento del quadro programmatico dei conti alla luce delle richieste avanzate dalla Commissione europea. Il governo non è intenzionato a fare passi indietro sull’obiettivo di deficit/Pil al 2,4% nel 2019, ma nel biennio successivo l’asticella verrà fissata ad un livello più basso: il disavanzo scenderà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. “Nel profilo di deficit previsto, del 2,4%, 2,1% e 1,8% nel terzo anno, nel primo anno ci sono 0,2 punti percentuali di investimenti addizionali, nel secondo 0,3 di investimenti, nel terzo anno 0,4 di investimenti addizionali, ha spiegato il ministro Tria in conferenza stampa. Questo descrive la qualità della manovra: puntiamo ad avere gli investimenti pubblici come strumento principale per lavorare sulla crescita”. 

“Il rapporto tra debito e Pil prospetterà numeri in discesa: siamo attorno al 130,9% ma scenderemo progressivamente sotto il 130 per arrivare fino al 126,5% nel 2021″, ha aggiunto il premier Conte.

Pensione di cittadinanza, reddito di cittadinanza, centri per l’impiego e fondo truffati per le banche: sono le quattro misure che verranno finanziate nel 2019, 2020 e 2021. Abbassiamo gli obiettivi di deficit, senza penalizzare le misure fondamentali di una legge di bilancio che per la prima volta ripaga il popolo italiano di tante ruberie e tanti sprechi”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. Ed è di sedici miliardi annui lo spazio disponibile in Manovra per le riforme cardine “per la coesione sociale”, ovvero per reddito di cittadinanza e riforma della legge Fornero sulle pensioni.