Domenico Lucano, arrestato il sindaco pro-migranti e anti-Salvini. Nelle intercettazioni: “Vado contro queste leggi balorde”

Pubblicato il 2 ottobre 2018 7:43 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 11:48
Riace, arrestato il sindaco Domenico Lucano: favoreggiamento dell'immigrazione

Riace, arrestato il sindaco Domenico Lucano: favoreggiamento dell’immigrazione

RIACE – Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione. I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti del sindaco del comune calabrese e il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”.

Il sindaco di Riace, simbolo dell’accoglienza, è entrato spesso in polemica con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ministro dell’interno che in giugno definì Lucano “uno zero”. E che ora sui social scrive: “Accidenti, chissà cosa diranno Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! #Riace”.

In agosto Lucano per protestare contro i tagli e i ritardi nell’erogazione dei fondi del ministero destinati al Comune di Riace aveva iniziato uno sciopero della fame.

L’impegno di Lucano in favore dei migranti gli diede enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana “Fortune” lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo. 

La misura cautelare – si legge in una nota riportata dalle agenzie di stampa – rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Secondo le accuse Domenico Lucano ha dimostrato una “spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito”, nell’ammettere “pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni ‘di comodo'”.

“Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge”. A dirlo, in un colloquio intercettato dalla Guardia di finanza, è lo stesso sindaco di Riace Domenico Lucano.

Viene riportato dalle agenzie di stampa un dialogo intercettato dalla Guardia di finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. “Lei – dice Lucano – ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l’unica strada percorribile, che lei si sposa! Io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo”.